Convegni interregionali 2001

IL CAMMINO DEL VOLONTARIO AVULSS:

A CHI E COME FARCI PROSSIMO

 

ACCANTO A CHI NON VEDE RICONOSCIUTI I SUOI

DIRITTI DI NASCERE E DI VIVERE COME PERSONA

 

Bressanone

 

Relazione tenuta al convegno interregionale di Bressanone - 20 ottobre 2001

 

Relazione del Dott. Pino Morandini

 

Relazione trascritta da registrazione audio

 

Una considerazione tutt'altro che banale per il mondo d'oggi, anzi "ogni persona umana è una meraviglia".

Non intendo dire che tutte le persone sono bellissime, ma intendo dire che ogni persona umana è l'unico essere vivente al mondo che è una sintesi incomparabile e mirabile fra le leggi del corpo e quello dello spirito. Questa è la nostra grandezza.

La nostra natura, la nostra vocazione è quella seguire, di tendere alle virtù ed all'appagamento con la conoscenza. Le energie dello spirito sono tutto quello che da forza, che da spessore alla componente interiore della persona; l'intelligenza, la tenerezza, la capacità di amare, i sogni, i progetti.

La cultura di oggi, in generale, queste cose non le assimila, soprattutto non le coglie nel cuore e non le traduce nell'esperienza quotidiana. Se invece, lo facesse, noi avremmo concreta testimonianza di cosa vuol dire davvero la pace, avremmo già costruito la paca. Il primo passo verso la pace, è il rispetto della persona e dei suoi diritti inalienabili.

Allora noi diciamo grazie a questa meraviglia che è la persona. Questa unicità della persona si traduce nel come in ciascuno di noi vive la propria libertà, la propria responsabilità, il proprio modo di rivolgersi verso l'altro, il proprio temperamento, il proprio carattere, la propria tenerezza.

Noi diciamo grazie al Creatore che ha fatto di ogni essere umano qualche cosa di grande, ci ha fatto a sua immagine e somiglianza.

Anche il non credente deve capire che entro ogni persona umana c'è qualcosa di grande.

Dobbiamo esser grati ai volontari proprio perché questo loro gesto è pieno di significato e anche di condivisione, fanno una proposta di vita "diversa".

La meraviglia della persona umana c'è, nonostante tutto.

Siamo invitati a riflettere su come stare vicini a chi non vede riconosciuti i suoi diritti di nascere e di vivere come persona.

Grazie ad alcuni uomini e donne di scienza. La scienza in questi ultimi anni che ci fa vedere immagini bellissimi, la meraviglia di vita umana comincia dal momento del concepimento fino al momento della morte. I grandi della scienza, dunque, ci hanno fatto vedere che fin dal momento del concepimento c'è un individuo appartenente alla specie umana. Allora noi volontari siamo chiamati gia qui, su questa frontiera, a dare testimonianza di vicinanza, perché, io dico, che questa è una delle frontiere oggi particolarmente osteggiate. Lo dico, perché l'Italia è il primo paese nel mondo con la crescita sotto zero. Il futuro di una nazione sono i figli.

Come volontari dobbiamo testimoniare la passione per la vita fin dal momento del suo sbocciare. Non dobbiamo giudicare i gesti di una mamma che decide di interrompere una gravidanza disperata, ma dobbiamo giudicare una cultura, una mentalità che addirittura promuove quel gesto come segno di civiltà e di progresso.

L'Italia, attraverso i suoi volontari, sarà capace proprio attraverso la testimonianza del volontariato che si piega anche in queste situazioni di emarginazione a dare aiuto e soccorso. È molto forte e profondo il legame tra la denatalità e l'eutanasia, statistiche hanno calcolato che tra circa 15 anni, tra i morti e le nascite, la fascia degli anziani sarà sempre più vasta, bambini non ne nasceranno più perciò sarà una generazione di mezzo, tra i 45 - 50 anni è l'età media della società.

Speriamo che Dio illumini le nostre menti e i nostri cuori, ma questa generazione che avranno in mano la società di mezzo dovrà pagare, perché sempre più vaste saranno le fasce degli anziani, contributi 4 - 5 volte di più di quelli che paghiamo oggi, se poi in questa fascia di anziani una buona parte non sarà autosufficiente per via del morbo di Alzaimer e quello di Parchinson.

Abbaimo bisogno di vivere la nostra vita, di vivere il nostro ruolo.

Il volontariato oggi è testimone di una proposta di vita diversa, è testimone di una proposta rispetto alla gran parte del modo di pensare la vita che vuole privilegiare l'efficienza, colui che produce, colui che possiede, è testimone invece di voler mettere al centro colui che secondo il comune modo di pensare non conta.

Questa proposta di vita, che oggi è in minoranza e di cui voi siete portatori, è il sale del mondo, è quello di cui oggi hanno bisogno tutte le persone, anche chi non condivide la vostra fede.

 

Lavori di gruppo

 

Vi è stata, nei lavori la partecipazione attiva da parte di tutti che ha dato luogo ad uno scambio abbastanza aperto e spontaneo di idee, esperienze personali riguardanti il tema proposto dalla relazione.

Ognuno dei partecipanti ha portato agli altri riflessioni sul proprio vissuto. I vari interventi hanno evidenziato soprattutto come il dedicarsi al volontariato (iniziando spesso quasi per caso) abbia influito sul proprio atteggiamento e cambiato il concetto, la visione della vita. Ha spinto a vedere nell'altro il volto di Cristo ed ha aiutato a capire il valore della persona umana nella sua integrità e la necessità di impegnarsi per il rispetto della sua dignità in ogni momento e circostanze della vita.

Della relazione del dott. Morandini ha colpito in particolare il risalto dato alla persona intesa come "insieme di corpo e spirito". Si deve, di conseguenza imparare sempre meglio a vederla sotto queste due prospettive.

Qualcuno ha osservato che "alleviando la sofferenza fisica" si interviene anche nella dimensione spirituale dell'uomo, "il bello del volontariato è giungere allo spirito attraverso il corpo".

Si è comunque parlato più del morire che del nascere, forse anche perché le esperienze di volontariato attivo dei presenti rientravano soprattutto nel settore anziani e malati terminali.

Eutanasia, accanimento terapeutico, l'accompagnamento alla morte  sono stati gli argomenti più emotivamente coinvolgenti e oggetto di alcuni significativi interventi.

Sull'eutanasia è stata espressa la preoccupazione e la estrema perplessità della eventuale approvazione di una legge che la riconosca.

Messa in rilievo anche la delicatezza e la nostra impreparazione nell'accompagnamento anche spirituale alla morte.

Sempre in riferimento alla relazione del dott. Morandini è stato fatto notare infine l'importanza dell'osservazione che l'uomo viene sempre prima dello stato e della legge. Cosa questa per noi quasi scontata, non così purtroppo in altri paesi e culture.

 

 

Hit Counter 140302100