Convegni interregionali 2001

IL CAMMINO DEL VOLONTARIO AVULSS:

A CHI E COME FARCI PROSSIMO

 

ACCANTO A CHI NON VEDE RICONOSCIUTI

I SUOI DIRITTI DI NASCERE E DI VIVERE

COME PERSONA

 

 Numana (Ancona)

 

Relazione tenuta al convegno interregionale di Numana (Ancona) - 6 ottobre 2001

 

Relazione di DON SANDRO PIRANI

 

Valutiamo questo tema alla luce dell'insegnamento della fede e della riflessione teologica sul VALORE della PERSONA. Anche la scienza si interessa e parla della persona, ma in un'ottica limitata, la sua qualità: sana, felice, malata, e non va a cercare: chi è la persona? ma come è, come renderla sana, felice, efficiente, bella.

Noi siamo convinti che in realtà: "solamente nel mistero del verbo incarnato trova vera luce il mistero dell'uomo"

Per capire l'uomo bisogna capire Cristo: il mistero dell'uomo SI CHIARISCE alla luce del mistero del verbo incarnato, perché costituisce la radice, la fine e il criterio definitivo! Perché attraverso Cristo si include anche l'uomo, nel discorso su Dio.

Cristo è il punto di partenza:

"Il vangelo della vita …consiste nell'annucio della persona stessa a Gesù" il cammino, la verità e la vita, il figlio eterno di Dio, che fin dall'eternità riceve la vita del Padre, ed è evento agli uomini, perché abbiano vita in abbondanza (G. 10,10) "ha vita eterna è la vita stessa di Dio ed insieme la vita dei figli di Dio"

si parte da Dio creatore e Signore della vita in prospettiva del suo figlio, Cristo.

Solo in Gesù Cristo è data all'uomo la possibilità di conoscere la VERITA' INTERA circa il valore della vita umana

Solo alla luce della rivelazione di Dio in Cristo si chiarisce definitivamente il mistero della vita umana e il suo valore inviolabile.

La ragione umana può conoscere nei suoi tratti essenziali il valore della vita, ma tali elementi sono solo una parte della verità piena che risplende in Cristo "parola della vita".

In Cristo si rivela che la dignità della vita umana è collegata non solo al suo procedere da Dio, ma anche al suo destino di comunione con Dio Padre nella conoscenza e nell'amore, a cui ogni uomo è chiamato gratuitamente nel Figlio per opera dello Spirito Santo.

La vita del corpo nella sua condizione terrena è un primo dono di Dio creatore, il secondo dono è quello della vita divina ed eterna: "la vita divina ed eterna, infatti, è il fine a cui l'uomo che vive in questo mondo è orientato e chiamato" cioè a un destino di vita piena e perfetta.

Dio nella vita terrena è gia Dio Creatore, amante e Signore della vita umana: Dio ha creato l'uomo per l'incorruttibilità; lo fece a immagine della propria natura, partecipa qualcosa di sé alla sua creatura. Allora la vita dell'uomo, la vita umana, è qualcosa che l'uomo condivide con Dio.

L'uomo mantiene questo rapporto singolare con Lui mediante:

L'uomo ha la radice della sua altissima dignità e della sua superiorità sul resto delle creature visibili, per il vincolo intimo che lo unisce al Creatore e perché riflette la sua stessa realtà.

Il soffio divino che viene infuso nell'uomo perché abbia vita.

"La gloria di Dio rispende sul volto dell'uomo" (ev. 35 d)

Sant'Ambrogio "si riposò nell'intimo dell'uomo, si riposò nella sua mente e nel suo pensiero"

-         Si afferma ugualmente nel testo sacro che Dio è l'unico signore della vita umana e, di conseguenza, l'uomo non può mai arbitrariamente disporre di essa (EV 39)

-         Nessun uomo, tuttavia, può scegliere arbitrariamente di vivere o di morire

"Solo Dio è il signore della vita dal suo inizio alla sua fine" (EV 35) questo perché:

-         la sua origine è divina

-         l'ha ricevuta come dono

-         porta l'immagine e l'impronta divina

-         partecipa al soffio vitale divino

"Del sangue vostro anzi, ossia della vostra vita, io domanderò conto; ne domanderò conto ad ogni essere vivente, e domanderò della vita dell’uomo all'uomo, a ognuno di suo fratello …, perché ad immagine di Dio egli ha fatto l'uomo" (G. 9,5 - 6). Parole rivolte da Dio a Noè dopo il diluvio.

Dio ha sentito fin dalla creazione, nel profondo della coscienza di ogni uomo, la chiamata a rispettare il carattere inviolabile della vita umana e a posto la proibizione di attentare contro la vita nel centro del decalogo "non uccidere"

L'uomo riceve la responsabilità di

-         difendere la vita

-         promuoverla

-         venerarla

-         amarla

ciò sin dal suo inizio, cioè fin dal seno materno, riconoscere la piena dignità del nascituro.

C'è una disciplina nuova che è chiamata, educazione prenatale

"Chinarsi davanti al figlio che si trova ancora nel seno materno, non solo per ascoltare e osservare la sua crescita fisica ed ascoltarne il battito del piccolo cuore, ma anche per indagare le sue emozioni e registrarne i segni dello sviluppo della sua psiche.

Ecco implicato il tributo di rispetto alla persona dall'inizio del suo cammino temporale nel seno materno.

Si studiano i tratti ereditari dei genitori, ma anche le ripercussioni delle loro vicende spirituali ed emozionali.

La storia dell'individuo dopo la nascita dipende interamente dalle cure fisiche e mediche che egli riceve. Hanno un influsso non piccolo su di esso pure la serenità, l'intensità e la ricchezza delle emozioni provate durante la vita prenatale.

La giornata mondiale dell'anziano ha portato a considerare la vita anziana nella sua QUALITA'

La persona anziana mantiene tutto il valore di dignità quando deve avere la sua

-         indipendenza

-         partecipazione

-         cure

-         realizzazione personale

devono portare ad una società per tutte le età, gli anziani sono agenti e beneficiari dello sviluppo, non sono genitori infermi e pensionati.

Gli anziani hanno ancora molto da dire e possono ancora molto dare alla vita della società.

Garantire ad essi condizioni di vita sempre più umana e di dare valore al suo ruolo insostituibile in una società in rapido e continuo mutamento.

Conclusione

Chi è l'uomo, perché ti ricorda Lui? Lo hai fatto di poco inferiore agli angeli! Vuole sempre, per chiunque, in ogni stadio della vita, in ogni età

 

LAVORI DI GRUPPO

 

Gli scambi di testimonianze sono stati interessanti e coinvolgenti ed hanno messo in evidenza l'importanza un approfondimento dell'argomento e la necessità di una preparazione specifica per i volontari Avulss in modo che siano formati per affrontare in modo idoneo ed efficace il problema dell'assistenza dei malati terminali.

Per quanto riguarda il servizio del nucleo sono emerse difficoltà derivanti dalla scarsa presenza nelle riunioni di gruppo e la necessità di trovare delle metodologie per stimolare l'interesse dei componenti a partecipare alle riunioni.

Abbiamo comunque constatato che tra i componenti del gruppo si è instaurato un clima di cordiale partecipazione.

Da parte dei volontari con una maggiore esperienza si è avuta una serie di suggerimenti ad operare tenendo sempre i principi ispiratori suggeriti dallo stesso Don Giacomo Luzietti

 

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