Convegni interregionali 2001
IL CAMMINO DEL VOLONTARIO AVULSS:
A CHI E COME FARCI PROSSIMO
MULTIETNICITA':
DALL'ACCOGLIENZA ALL'INTEGRAZIONE
Erice
Relazione
tenuta al convegno interregionale di Erice - 24 novembre 2001
Relazione di: Prof. Karim Annachi, Padre Maurizio Bormans
Lavori di gruppo
GRUPPO 1
Si è discusso a lungo
sulla realtà migratoria che quantitativamente e qualitativamente interessa
molto il nostro territorio.
Sorvolando sulle etnie
africane, maggiore interesse è stato rivolto alla immigrazione da paesi arabi.
A questo rilievo è
apparso evidente che la conoscenza del luogo di provenienza è basilare perché
non l'accoglienza ma l'integrazione di questi immigrati è più o meno
difficoltosa. Tutti noi sappiamo che c'è differenza tra
tunisini e marocchini.
Conoscere le identità
culturale e religiosa è
essenziale, tenendo presente che in loro più che in noi è profondamente
radicata.
Tale conoscenza può
aiutarci a trovare dei punti in comune che possono essere punto di partenza per
poter meglio tollerare atteggiamenti e valori per loro fondamentali.
Compito di noi
volontari può essere divulgare
la mentalità di accoglienza fra amici, conoscenti e quanti possiamo avvicinare,
facendo risaltare come il problema dell'accoglienza e dell'integrazione è molto
ben noto ai siciliani che lo hanno vissuto sullo propria pelle. Per esso l'unica
terapia sarà il tempo (forse decenni e più).
La sicurezza è per noi
un problema sentito pur sapendo che il flusso di emigranti è diretto in
particolare al nord. Infatti è sempre la disoccupazione che crea problemi di
sicurezza.
A crescere tale
preoccupazioni contribuiscono molto i mass media che aumentano, con i loro
scoops ed articoli, i pregiudizi e malintesi.
La prostituzione è
sensibilmente aumentata con l'immigrazione di donne e purtroppo di minorenni
negli ultimi anni ed è anche troppo evidente.
GRUPPO 2
INTERVENTO NEL GRUPPO
DI PADRE MAURIZIO BORMANS
Si parla di rapporti e
interazioni tra il volontariato e le istituzioni.
La prima istituzione,
di fronte alla quale un volontario o l'associazione di volontariato, viene
trovarsi di fronte è la famiglia immigrata: marocchina, tunisina, senegalese,
comunque islamica, mussulmana.
Vuoi donna mussulmana,
non può chiedere o accettare alcun tipo di aiuto, sostegno, indicazioni che suo
marito o figlio voglia - e spesso un marito non vuole intromissioni.
La seconda
istituzione o muro, sono
proprio le istituzioni islamiche, ad esempio; saper interpretare, conoscere
immigrati di religione e culture diverse non è cosa da poco.
DAL GRUPPO DI LAVORO
Domanda: come può
l'Avulss rispondere alla realtà sempre più vicina al sud, gia pressante al
nord, di donne, bambini, giovani extracomunitari dei quali non conosciamo ne' la
coltura, ne' la religione, ne' la struttura familiare e di gruppo.
Il gruppo,
l'associazione può essere "un acceleratore" nella fase di inserimento
del volontario nella realtà extracomunitaria: slava, mussulmana, tunisina, ecc.
Essere cristiani e
cristiani volontari:
nuovo volto nuove
energie
L'esempio personale e
di gruppo, la tolleranza etnica e religiosa devono essere la nuova sfida
del cristiano alla verità della sua stessa fede.
Il volontario sarà,
forse, l'amplificatore del saper essere cristiano secondo l'esempio di Cristo.
*
La non violenza nel porsi
religiosi, non pretendere cambiamenti negli altri, nella loro religione senza
farsi esempio di tolleranza. Bisogna essere preparati ad affrontare
problematiche culturali e religiose di altre realtà etniche.
*
La formazione del
volontario e del volontariato, è l'immediata priorità dell'Avulss, conoscere
il nostro prossimo, capire il prossimo, per potere noi stessi, nella verità,
farci prossimo.
*
Le problematiche
politico-sociali, il lavoro, lo studio, la casa, ecc., rappresentano di fatto,
le domande di aiuto da parte dei popoli immigrati.
Non rubano il
lavoro ai disoccupati del luogo soltanto perché accettano un salario
sottopagato, ma è comunque uno sfruttamento non sconosciuto ai disoccupati
siciliani o comunque meridionali.
Nel gruppo è stato
rilevato: un immigrato accetta un salario sottopagato perché a meno spese,
potendo usufruire della mensa, del vestiario donato e di abitazioni talvolta
malsane, che non richiedono costi adeguati.
Ma questa realtà va a
scontrarsi con le conquiste sindacali e di previdenza che, nel nostro paese,
sono state fondamento di lotte e conquiste.
Lo sfruttamento si fa
quindi macroscopico e il danno sociale, oltre che sul singolo individuo, si
trasforma in razzismo (perché gli immigrati rubano il lavoro agli italiani!).
Il volontario deve
rispondere ad una richiesta di aiuto intervenendo non solo sul singolo
immigrato, ma attraverso questi raggiungere le necessità dell'intero gruppo
etnico, perché l'integrazione del singolo non può esistere senza che l'intera
comunità si faccia direttamente partecipe. Al contrario, può verificarsi
(quasi sempre) il rifiuto dell'integrato da parte della sua famiglia, della sua
comunità.
Non
avere paura di entrare nella storia degli altri.
Gratuità
è l'elemento caratterizzante l'agire volontario e lo si distingue dalle altre
forme di impegno civile.
La gratuità, dono per
i cristiani, è un elemento, una forma totalmente sconosciuta ed incomprensibile
per uomini e donne di cultura diversa, diventando, spesso, motivo di sospetto e
quindi pregiudizio.
Come superare questo
muro?
Il chi e come farsi
prossimo, comincia con la sfida
di chi è il nostro nuovo prossimo, e come farlo vero prossimo, nello spirito
cristiano. Ma ancora di più "chi siamo noi prossimo, come diventare
prossimo insieme?!"
Non siamo soli ad
affrontare questa storia, siamo Avulss, siamo gruppo di confronto, siamo gente
nella gente.
Farsi
"esempio" non è facile, ma un nuovo millennio è appena iniziato,
seppure ancora con una guerra tra popoli, tra culture, religioni, interessi
economici …
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