Convegni interregionali 2001
IL CAMMINO DEL VOLONTARIO AVULSS:
A CHI E COME FARCI PROSSIMO
MULTIETNICITA':
DALL'ACCOGLIENZA ALL'INTEGRAZIONE
Gallipoli
Relazione tenuta al convegno interregionale di Gallipoli - 17 novembre 2001
Relazione da Don Cesare Lodeserto
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Lavori di gruppo
Nella realtà di casa nostra vi sono e vi saranno più etnie e quindi modi di vivere la vita e la Divinità diverse e deve essere possibile la convivenza anzi la diversità dovrebbe essere fonte di arricchimento culturale. Sarajevo e Gerusalemme hanno dimostrato in passato che vari credi religiosi e varie etnie potevano convivere, però con il pericolo di conflitti.
DOMANDA: Noi che cosa possiamo fare per far fronte a questo?
La prima cosa che un cristiano deve fare se si ritiene tale deve accettare l'altra persona nel rispetto delle sue diversità culturali e religiose; accettare vuol dire non avere pregiudizi ovvero non credere che la nostra religione e le nostre usanze siano nella verità più assoluta. Quindi se noi ci poniamo davanti allo "straniero" con uno spirito di condivisione crediamo che questo incontropossa essere motivo di ricchezza anche per noi.
Significa, tutto ciò far sentire l'ospite nostro fratello.
Questo è il vero senso della carità che ogni cristiano dovrebbe vivere.
DOMANDA. Come possiamo intervenire nella realtà di tutti i giorni?
Cioè non solo in caso di situazioni di emergenza, ma cercare di apportare una modifica al nostro modo di porsi nel quotidiano.
DOMANDA: dove inizia questa integrazione?
Oseremo dire dalla conoscenza della nostra e della altrui cultura. Quindi un confronto interpersonale che deve andare in sincrasia ed in simbiosi con le realtà socio culturali e politiche di altri paesi.
Conclusione: il volontario deve sentirsi "missionario" di amore e di carità.
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