Convegni interregionali 2001
IL CAMMINO DEL VOLONTARIO AVULSS:
A CHI E COME FARCI PROSSIMO
MULTIETNICITA'
DALL'ACCOGLIENZA ALL'INTEGRAZIONE
Numana
Relazione tenuta al convegno interregionale di Numana (Ancona) - 6 ottobre 2001
Relazione
di PADRE SILVANO GUGLIELMI
Schema
dell'intervento:
1. Introduzione: il clima di queste settimane è caldo per trattare con calma, razionalità, obiettività un simile tema. Mi limito a far riferimento, come esordio, all'eco avuto dall'articolo di Oriana Fallaci sul "Corriere della Sera"
2. La situazione: siamo senza dubbio al "multiculturale". È un dato innegabile, anche se le nostre percentuali di stranieri sono minime rispetto al resto dell'Europa.
3. Il cammino da compiere verso "l'interculturale". Le tre democrazie: politica, sociale, culturale.
4. L'approccio sbagliato: considerare l'immigrazione come emergenza e non come fatto strutturale inevitabile e inarrestabile. Questo approccio sbagliato lo si riscontra anche nel nuovo progetto governativo di legge sull'immigrazione. La Caritas Italiana e la Fondazione Migrantes hanno reso pubbliche queste osservazioni critiche.
5. C'è poi un interrogativo di fondo da porci: quale identità culturale difendere? Noi siamo sintesi di molti apporti e poi l'identità culturale non è un dato di fatto stabilizzato, ben definibile, che esige solo di essere protetto. La nostra cultura si definisce e si precisa nell'incontro con l'altro e ci fa prendere coscienza di quel che siamo. Senza l'altro non sai chi sei.
6. Modelli di integrazione: chiariamo subito che "integrazione" è parola equivoca, perché viene usata con accezioni diverse:
* è intesa come assimilazione, cioè annullamento dell'identità dell'altro;
* viene vissuta come tolleranza / ignoranza dell'altro: ti lascia vivere, "a côtè", a patto che tu sia minoranza e non dia fastidio; tutt'al più vista come elemento di folclore;
* dovrebbe essere concepita come premessa per costruire una "società integrata", che è somma di culture, arricchimento reciproco, passo avanti verso la costruzione di una nuova società.
7. Possiamo allora vedere queste quattro dimensioni dell'integrazione:
* dimensione materiale: è la prima, che suppone identiche possibilità di lavoro, di salario, di protezione giuridica;
* dimensione sociale, che comporta la possibilità di rappresentanza nella società civile: sindacati, organismi scolastici, associazionismo, ambiti professionali;
* dimensione culturale, che mette in primo piano il pari diritto allo studio, alla formazione professionale, senza discriminazioni;
* dimensione politica = diritto di voto
Conclusione: da quattro anni, l'ultima settimana di luglio, come Scalabriniani organizziamo a Loreto un Meeting internazionale sull'integrazione. Lo scorso luglio abbiamo scelto come tema: "Europa: dialogo tra culture, una sfida". Crediamo sia un argomento inevitabile, dove non aiuta a trovare una soluzione né il cosiddetto "buonismo", né la difesa a oltranza, come fossimo una cittadella chiusa. Rischiamo di perdere un appuntamento con la storia. Non scordiamo: nessuno ha mai fermato l'acqua che scende a valle, perché anche le dighe a un certo punto o le apri o tracimano
LAVORI DI GRUPPO
Il tema della multietnicità è trasversale all'Avulss nel senso che la maggior parte dei nuclei non si occupa direttamente di persone appartenenti ad etnie diverse, ma vengono a contatto con loro attraverso il servizio in strutture (ospedali) o anche in centri di ascolto Caritas, in centri missionari, centri di aiuto alla vita; solo un nucleo fa servizio diretto )doposcuola) ai bambini extracomunitari.
Dalla discussione sono emerse perplessità e resistenza nell'accoglienza dei cittadini extracomunitari pur distinguendo tra la situazione dei regolari e quella dei clandestini.
Disturbano, atteggiamenti di arroganza, di insistenza, l'avanzare proteste, … , preoccupa il flusso incontrollato per cui alcuni chiedono una legislatura più efficace che induca ad un maggior rispetto delle regole dello stato.sono le istituzioni che devono e possono fare qualche cosa per integrare e accogliere dignitosamente lo straniero. Le associazioni di volontariato dovrebbero fare da tramite, e assumere una funzione propositiva.
Utilissimo sarebbe il lavoro di rete tra le diverse associazioni e le istituzioni.
Significativa è l'esperienza del nucleo di Cartoceto che ha organizzato incontri per conoscersi meglio. Da ciò la necessità di una conoscenza reciproca per capirsi e per giungere all'accettazione reciproca.
Sono stati espressi timori nel confrontarsi soprattutto con la religione islamica e d'altra parte il vangelo ci interpella: come farci prossimi e quando ci chiederanno "ero straniero e tu ? …
Il lavoro si è svolto in modo aperto, sincero e cordiale: ognuno ha avuto la possibilità di esprimere le proprie opinioni ed anche sensazioni che in altre circostanze non avrebbero espresso.
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