Convegni interregionali 2001
IL CAMMINO DEL VOLONTARIO AVULSS:
A CHI E COME FARCI PROSSIMO
TERRITORIO,
STRUTTURE, VOLONTARIATI:
LAVORO IN RETE
Bressanone
Relazione tenuta al convegno interregionale di Bressanone - 20 ottobre 2001
Relazione del Dott. Bruno Vetrari
Relazione
trascritta da registrazione audio
Ho la fortuna di sedermi vicino a tutti e tre i gruppi linguistici dell'Alto Adige e a tutti gli altri.
Il sudtirolo dal 31 dicembre del 200 è abitato da 465000 persone. La suddivisione è di circa 68% di lingua tedesca, il 27% di lingua italiana, il 5% di ladini e circa 14000 sono le persone di altri gruppi linguistici. Negli ultimi anni si è avuto la struttura sanitaria locale che comprende 4 aziende sanitarie: Bolzano, Merano, Brunico, Bressanone. Queste quattro aziende sono suddivise in 20 distretti sanitari. L'azienda sanitaria di Bressanone, sono 66000 persone, è suddivisa in tre distretti sanitari; il distretto di Bressanone è circondario, di cui io sono il coordinatore sanitario, il distretto sanitario della Val d'Isarco fino al Brennero e il distretto sanitario di Chiusa. Il distretto sanitario di Bressanone può essere esaminato secondo la geografia e secondo la popolazione dove abita, le strutture il personale sanitario del distretto e il lavoro. La geografia della popolazione del distretto di Bressanone su sette comuni cominciando dalla città di Bressanone (18000 abitanti) corrisponde al 73% di popolazione tedesca, il 27% di italiani e il 2% di ladini, oltre l'aggiunta di altri paesi che ho citato prima. Poi ci sono i piccoli paesi di Varna, di Luson, di Naz Sciaves, di Rodendo, praticamente in questi comuni la popolazione tedesca supera il 90%.
Presentazione figurato del territorio di Bressanone e dintorni.
Il secondo aspetto di Bressanone prevede la sede del distretto e comprende l'infermeria al centro di medicina preventiva e del consultorio. L'infermeria e il consultorio per le mamme e i bambini sono attivi anche in alcuni paesi limitrofo. Lo stesso nella sede staccata di Rio della Punteria che comprende la medicina preventiva e il consultorio. A Bressanone abbiamo 67 posti per lungodegenti, 87 posti in casa di riposo e altri 32 posti per altri servizi a domicilio.
Terzo aspetto - il personale sanitario: siamo in 17 medici per medicina generale, 5 pediatri di base, 15 infermiere, 8 presidenti sanitari e 3 dietiste. Questo, in sentesi, è l'elenco dell'attività infermieristica, ricordo che l'attività infermieristica viene attivata su prescrizione medica e l'assistenza al paziente lungodegente, in genere, viene effettuata seguendo un programma elaborato in comune accordo con il medico di famiglia e delle infermiere. Attualmente le nostre infermiere assistono 50 pazienti lungodegenti a domicilio, 97 sono i pazienti lungodegenti nelle strutture. Colpisce subito il fatto che senza questa attività distrettuale dovremmo costruire una struttura di 50 posti. Con questo sistema molti lungodegenti possono rimanere a casa.
Una considerazione sull'attività di noi medici di medicina generale. I comportamenti scorretti con l'alimentazione sbagliata, l'uso di nicotina, di alcool e di medicine, unite all'inquinamento e alla distruzione dell'ambiente, genera frequenti stati morbosi. Ne consegue necessariamente che il futuro della nostra attività di medici dovrà occuparsi maggiormente di prevenzione. Questo l'obiettivo per una collaborazione "ciascuno è il miglior medico di se stesso". Ciò presuppone le conoscenze alimentari in materia di salute e di malattia, è necessario un latro senso di responsabilità per se stessi e per gli altri. Insieme pazienti, personale sanitario del distretto, vogliamo avvicinarci passo dopo passo a questa meta. Favorire la salute in famiglia, a scuola, sul campo di lavoro. Preferire una alimentazione sana, curare l'igiene fisica e mentale, praticare attività sportive a contatto con la natura. Garantire la miglior qualità della vita possibile al malato cronico, dire di "si" alla vita, sempre alla vita che sta per nascere, alla vita che sta per spegnersi perché possa spegnersi con dignità.
Il distretto sociale corrisponde al distretto sanitario. Le sue strutture contengono, tra l'altro il centro anziani dove essi vengono accolti durante la giornata per far ritorno a casa la sera. dispone di vari strumenti per l'igiene personale, dispone di una struttura comunicativa socio psichiatrica (17 persone ne usufruiscono) una struttura per portatori di handicap, 32 alloggi fissi e 41 persone che ritornano a casa la sera.
Attività delle assistenti geriatriche. Al momento seguono 128 pazienti assistiti a domicilio.
Esiste anche, ed è molto apprezzato, il servizio dei pasti a domicilio; sono circa 7600 e più i pasti forniti dall'anno scorso.
Il terzo bilancio della nostra vita territoriale è il volontariato a Bressanone. Agisce presso il paziente anziano malato. C'è l'Avulss, ci sono ordini religiosi, le suore, la San Vincenzo, c'è un gruppo di volontariato formato nella comunità comprensoriale e circa 60 persone non strutturate in nessuna organizzazione. L'Avulss di Bressanone è stato fondato nel 1989 grazie all'impegno e all'entusiasmo di don Hugo Senoner, (attualmente parroco di Rio Pusteria) è un gruppo di persone (45) guidate dalla signora Maddalena De Nicolò, sono presenti in casa di riposo, nelle strutture per lungodegenti e nell'assistenza a domicilio di pazienti italiani e tedeschi. Il gruppo staccato di Rio Pusteria) è stato fondato da Don Hugo Senoner, il numero di volontari è 19.
La collaborazione tra il distretto sanitario, il distretto sociale e il volontariato viene attivata dai familiari, oppure dagli infermieri del distretto geriatrico, spesso dal medico di medicina generale. Si tiene conto dei bisogni sociosanitari specifici della persona da assistere, dei bisogni del paziente, dei desideri dei familiari, valutando le risorse delle persone disponibili. A tale proposito voglio dire che è stato attivato un progetto tra la nostra azienda sanitaria e il gruppo Avulss per arrivare a collaborare con il personale medico del reparto di psichiatria per la formazione dell'asistenza al paziente psichiatrico. Infatti nel nostro territorio, purtroppo, esiste un grandissimo problema, cioè la forte percentuale di suicidi; se nel resto dell'Italia su ogni 100000 persone ci sono 5 casi annuali di suicidi, qui in Alto Adige nall'anno 1975 su 100000 persone ci sono stati 6 casi, sono aumentati poi nel 1999 su 100000 persone ci sono sati 11 casi, tre quarti di queste persone sono maschi (vedovi o separati).
Potrebbe essere il nostro impegno per il futuro, tenendo conto che la popolazione sta invecchiando, molti saranno gli anziani senza il nucleo familiare che li assiste, dovremo prestare attenzione ai gruppi nominati, dagli emigrati agli ammalati psichici.
Dovremo tener conto del paziente anziano alcolista, altro problema abbastanza grande della nostra terra e dovremmo ricordarci dei pazienti stranieri, altra realtà, con problemi di cultura e di religione. Qui in Alto Adige abbiamo il Beato Giuseppe Freinademetz nato nella val Badia e che ha trascorso tutta la vita da missionario praticando il bene in Cina e diceva "l'unica viva partita a tutte le persone del mondo è il grazie dell'amore".
Lavori di
gruppo
La partecipazione di tutti i
volontari ha permesso di venire alla conoscenza di varie realtà dal Friuli, la
Lombardia, il Piemonte, il Trentino e l'Alto Adige.
Il nostro volontariato dovrà
in futuro puntare sempre di più su un lavoro in rete, ma prima di tutto il
volontariato stesso deve crescere per mettersi in relazione con altre strutture.
Tutti i rappresentanti dei
vari gruppi lamentano la diminuzione di persone attive e la poca disponibilità
dei volontari nell'espletare e soddisfare la necessità dei bisognosi, forse in
parte per mancanza di formazione (paura!) - per varie esigenze manca il
personale retribuito!
Dove è possibile un lavoro in
rete: è necessario che "ognuno sia al posto suo col compito suo!!"
Chi riceve la richiesta di
aiuto deve capire le esigenze, valutare ed indirizzare il volontario più
adatto.
Ci sono per esempio casi di
collaborazione di varie associazioni (AID - ADMO Avulss) in Val di Fassa in stretto legame con l'assistente
sociale con esito molto positivo, come pure a Torino un bel gruppo di volontari
lavora nei laboratori per ammalati mentali psichici avendo stipulato una
convenzione con il centro sociale.
La necessità di lavorare in
sintonia con altri gruppi è sentita ma da tante parti manca la collaborazione;
in qualche nucleo viene anche a mancare l'entusiasmo …
Per le strutture (ospedali)
bisogna dire che la possibilità di prestare servizio serenamente dipende tante
volte dal volere del personale sanitario di questo o quel reparto.
In conclusione ancora un
pensiero: se un nucleo con anche 50 volontari è operativo in una valle di 8
comuni il volontariato non può risolvere tutti i problemi ma può dare una mano
e può incentivare altre persone a farsi anche loro coinvolgere
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