Convegni interregionali 2001
IL CAMMINO DEL VOLONTARIO AVULSS:
A CHI E COME FARCI PROSSIMO
TERRITORIO, STRUTTURE, VOLONTARIATI:
LAVORO IN RETE
Gallipoli
Relazione tenuta al convegno interregionale di Gallipoli - 17 novembre 2001
Relazione di Nino Carella
C'è stato in questi anni una svolta nel pensare il territorio: da spazio topografico a ambiente dell'uomo.
Se volessimo tratteggiare con poche pennellate vigorose la nostra società così come fa il pittore all'inizio con la sua tela, dobbiamo dire che stiamo vivendo in un tempo di deserto, di povertà, di angosciosi silenzi; depressioni e suicidi sono all'ordine del giorno; si avverte un riflusso del privato e la nostra società è sempre più una società edonista, individualista e pluralista.
L'uomo è ritornato ad essere un nomade, e nonostante che ha cambiato il suo modo di comunicare, attraverso il computer, internet, i telefonini, (che secondo la visione economicista, questo è chiamato progresso), l'uomo globalizzato è solo, impotente, sta perdendo la sua memoria storica ….. Ha paura, specialmente in questo momento: paura del terrorismo.
Ma noi volontari crediamo nella storia, in questa nostra umanità che continua la lotta tra il bene ed il male (come direbbe S. Agostino), crediamo nell'uomo, crediamo nel bene, crediamo nella cultura come frutto dell'uomo nella storia.
Crediamo in una cultura partecipativa, vissuta, sostanzialmente che si incarna in una vita, che affonda le sue radici in un territorio come spazio umano per coinvolgersi - come fatto sociale - come partecipazione - come corresponsabilità.
Noi volontari, "esperti in umanità", dobbiamo essere capaci di continuare, accelerare questo cambiamento.
TERRITORIO: inteso come insieme di persone, situazioni di vita - condizione di ambiente - esperienze culturali - dinamismo sociale - spazio per una comunità umana.
Occorre riscoprire l'impegno civico nel territorio ad ampio raggio, promuovere una diffusa coscienza civile per la tutela del territorio, condurre una politica di difesa del patrimonio territoriale, ambientale e socioculturale.
Cultura sul e del territorio: è cultura attenta ai bisogni, allenata alle nuove realtà territoriali, (la ricchezza frutto dell'usura, delinquenza, furto e violenza; pluralismo di cultura e convivenza con extracomunitari; solitudine degli anziani e dei bambini; divario sempre maggiore tra ricchi e poveri ………), cultura come luogo di impegno e non di conquista, di servizio e non di potere.
Il mio territorio è il bisogno del fratello.
Territorio visto all'ora, come partecipazione, come esperienza sociale, come esperienza istituzionale.
Ma quando possiamo parlare di cultura del territorio? Se si pone una capillare possibilità di:
COMUNICAZIONE con le istituzioni = strumenti concreti per mezzo dei quali i principi si trasformano in contributo effettivo, concreto.
Con gli altri organismi presenti sul territorio.
PARTECIPAZIONE reale dei cittadini (democratica e rappresentativa) per una politica a misura di territorio e a misura dei reali bisogni e valori della gente.
Già la legge 278/76 parlava della partecipazione dei cittadini nell'amministrazione comunale. Non per discutere solamente, ma per costruire il proprio ambiente di vita.
PROGRAMMAZIONE che non è un concetto nuovo emerso in questo ultimo decennio.
Già nel Dpr 616/77 "tutto il potere ai comuni" si parlava di programmazione: un principio che affrontava non solo l'aspetto economico, lo sviluppo delle regioni, anche la cooperazione tra enti locali, la gestione dei servizi sociali …
Programmazione per meglio razionalizzare e utilizzare tutte le risorse "umane e materiali" presenti nel territorio.
Intanto può esistere un lavoro di rete se un gruppo di volontariato è formato da costruttori di un progetto: cioè deve avere delle coordinate precise; e attuare un progetto significa possedere un obiettivo.
Solo se ogni associazione di volontariato possiede un progetto possiamo parlare di coordinamento.
Ma concretamente, chi ha questo compito, sul territorio, di coordinare le diverse associazioni, di promuovere la programmazione?
Le CONSULTE COMUNALI: (Servizi Sociali - Handicap - Sport - Cultura - Ambiente ……)
Nella esperienza di Acquaviva, l'Avulss è inserita nella CONSULTA per i SERVIZI SOCIALI che: promuove - stimola - favorisce - incentiva e sostiene le energie presenti sul territorio.
La consulta fa capo all'Assessore ai servizi Sociali, coordina e raccorda, inoltre, i diversi progetti presentati dalle singole associazioni di volontariato, per evitare sovrapposizioni e dispersioni deleterie.
Nella nostra esperienza, abbiamo sempre dialogato con il Capo Ripartizione ai servizi Sociali, e con l'Assistente sociale che sono impiegati comunali. L'assessore è quello di turno, può anche non essere un esperto delle politiche sociali.
Il Volontariato è ben conscio dei suoi limiti soggettivi e oggettivi nel seguire solidarietà e mutamento. Per questo deve realizzare una strategia di insieme sul territorio, allenandosi su precisi progetti.
Parliamo di progetti finalizzati, per una specifica utenza, finanziati da speciali Leggi Nazionali, (L.216 - L.285) e formulati attraverso i seguenti punti:
IMPOSTAZIONE - FORMULAZIONE chiarezza di obiettivi generali
DEL PROGETTO chiarezza delle priorità e obiettivi specifici
Analisi delle risorse (finanziamenti - aree disponibili - personale)
Stesura del progetto
Presentazione costi
Tempi di attuazione: metodologia
Numero dei volontari disponibili
Eventuali figure professionali impegnati nel progetto
OPERATIVITA' DEL PROGETTO
VERIFICA DEL PROGETTO
Progetti credibili, analizzati, seguiti, verificati.
Occorre però un cambiamento di mentalità, quella del lavorare insieme per progetti, occorre una radicale integrazione, una necessità di agire insieme, in modo organizzato e comunitario: dobbiamo "crescere nella capacità di lavoro di rete e nella capacità di pensare in grande" (Don Roberto Ziglioli convegno di Roma 2000); occorre conoscere le caratteristiche del territorio, e laddove manca, costituire l'Osservatorio delle povertà e delle risorse e la Mappa dei servizi (attraverso i centri di ascolto - la mappa dei servizi - i progetti).
Ci vuole uno sforzo di integrazione e di solidarietà fra le varie formazioni sociali.
Non ha più senso, se se eventualmente nel passato c'è stata, la contrapposizione "muro a muro". Occorre stabilire rapporti significativi, stabilire apposite convenzioni, protocolli d'intesa con gli Amministratori, pubblici e privati.
Ma forse, è anche il caso che il comune offra più servizi di supporto che convenzioni di sostegno!
Pluralismo inteso come coordinamento, come integrazione di esperienze diverse.
E' la Consulta o in alcune città la Caritas diocesana che favorisce questo lavoro di rete.
Quali sono le strade percorribili per costruire, qui e adesso, quella cultura del pluralismo, quel "lavorare insieme" presente nel nostro slogan associativo, senza perdere la nostra identità, in un lavoro di rete?
Disponibilità al DIALOGO: che non vuol dire la disponibilità a tutto, ad accettare tutto "il vostro parlare sia si, quando è si, sia no quando deve essere no". Non possiamo non parlare per evitare attriti.
Disponibilità al CONFRONTO: che è un momento ulteriore rispetto al dialogo. Richiede coscienza convinta della propria identità, delle proprie convinzioni, delle istanze della propria associazione e accettazione delle regole del gioco.
A noi come Avulss, quest'oggi, ci viene chiesto di fare delle scelte:
di campo: rispondere e dare delle risposte ai bisogni presenti sul territorio
di metodo:
· Essere presenti: nei luoghi della programmazione, delle decisioni, nelle consulte comunali. In atteggiamento di umiltà e disponibilità, senza usurpare ruoli.
Questa presenza richiama il concetto di corresponsabilità, di progettualità, di coinvolgimento.
LAVORI DI GRUPPO
Il coordinatore invita ogni componenti a presentarsi e a presentare il proprio nucleo e le attività da esso svolte. Sono emerse variegate realtà, alcune molto attive e fattive, altre in via di attuazione.
Il convegno, prescindendo dalla sensibilità emersa dalle relazioni presentate, è certamente valido per l'entusiasmo e la carica che diventano necessarie al volontario per dare il meglio del suo operare.
Questi momenti formativi vanno incrementati e ripetuti per accogliere sempre più persone possibili.
La scelta di questo gruppo per alcuni è stata dettata dal bisogno di approfondire alcune problematiche del territorio, si chiede il collegamento fra parrocchie, strutture ed istituzioni pubbliche senza quel muro di impenetrabilità che non giova alla risoluzione delle difficoltà. Manca e necessità il lavoro in rete con le altre associazione di volontariato.
È stato esaminato l'aspetto "burocratico" che emerge dalle attivazione del lavoro in rete e di collaborazione. È necessario con l'iscrizione all'albo comunale la costituzione di una consulta sul territorio in modo che tutte le associazioni abbiano pari dignità.
È emerso anche il problema delle associazioni che vogliono essere svincolare dalla iscrizione ma essere partecipi, come conciliare queste due anime del volontariato.
Si può lavorare per progetti usufruendo delle leggi 216 - 285 o altre.
È stata sollecitata la necessità di istituire da parte delle regioni i centri di servizi provinciali che possono offrire alle associazioni non denaro ma servizi necessari alla formazione dei volontari e alle istituzione di una banca etica.
Per fare un salto di qualità aprire una nuova fase, quella della dimensione politica del volontariato.
Si chiede all'Avulss nozionale di creare una pagina dell'Informatore dedicata alle leggi e alle informazioni più burocratiche.
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