Convegni interregionali 2001

IL CAMMINO DEL VOLONTARIO AVULSS:

A CHI E COME FARCI PROSSIMO

 

TERRITORIO, STRUTTURE, VOLONTARIATI:

LAVORO IN RETE

 

Numana

 

Relazione tenuta al convegno interregionale di Numana (Ancona) - 6 ottobre 2001

 

Relazione del PROF AGOSTINO BASILE

 

Schema della relazione

Lavoro in rete: realtà o illusione?

Illusione se si prende come paradigma di riferimento l'efficientismo, il tecnicismo, l'idea che sia sufficiente una organizzazione, dimenticando l'elemento centrale ovvero l'uomo.

Realtà se viene preso come paradigma l'uomo con i suoi limiti possiamo cominciare a rendere possibile il lavoro in rete.

Perché ?

Partire dal limite significa partire dalla domanda del bisogno, dalla consapevolezza della importanza dell'appartenenza, della compagnia.

A volte pensiamo che basta un nome, una etichetta per rendere adeguato un progetto, una idea. Pensiamo per un momento alla integrazione scolastica ed alla integrazione in genere. DF - PDF - PEI sono strumenti importanti ma rischiano di promuovere un alibi, una copertura se non vengono supportati da contenuti, da finanziamenti e da professionalità educativa. È evidente quanto sia importante il collegamento con le strutture presenti nel territorio. A volte il collegamento è lasciato alla buona volontà dei singoli (gia questo è una grande cosa, perché non deve venir meno la responsabilità personale).

Pensiamo anche all'assistenza al malato, all'anziano e ci rendiamo conto di come il lavoro in rete sia ancora un processo da costruire.

Pensiamo alla difficoltà allo scambio tra professionisti, tra strutture ma anche tra associazioni di vario genere.

Ci sono anche moltissime esperienze in Italia, nella nostra regione che a partire da una domanda, da un bisogno stanno cercando di rispondere a questa domanda. Il farsi carico della domanda. La domanda fondamentale è il desiderio di felicità.

Anche nell'ambito del volontariato possiamo assumere un paradigma che viene chiamato "Curare Senza Guarire".

 

Triade educativa

Autonomia / libertà / esperienza

 

LAVORI DI GRUPPO

Il clima instaurato tra i partecipanti in entrambi i gruppi è stato subito di viva partecipazione e familiarità, il che ha agevolato il nostro compito nel coordinare gli interventi e le riflessioni sui vari argomenti del tema proposto.

Lo spirito di collaborazione manifestatosi ha contribuito a contribuito a creare una atmosfera cordiale e costruttiva.

Dal confronto delle varie esperienze è emerso che la difficoltà di lavorare in rete non si manifesta solo nei contatti con altre associazioni o con le istituzioni, ma anche all'interno del gruppo stesso.

Inoltre è stato messo in luce che anche le comunicazioni ad intra spesso non arrivano ai singoli volontari, il che comporta la non conoscenza, da parte di questi, dei problemi e delle necessità del territorio e dei rapporti con le strutture.

Alcuni partecipanti hanno messo in luce che non si è ancora creato, in alcune associazioni con cui sono venuti a contatto, la mentalità di "lavorare insieme per fare meglio" come auspica e cerca di concretizzare l'Avulss e come le strutture pubbliche siano più disposte a delegare che a collaborare.

In alcune realtà del territorio, invece, è emersa una crescita del volontariato che favorisce questa collaborazione (vedi Faenza) e in altre è presente una disponibilità a progettare insieme, Avulss e struttura pubblica, percorsi per migliorare alcune situazioni di dialogo.

L'occasione di concedere spazi per una conversazione libera tra i convenuti ha permesso loro di mettere a nudo alcune problematiche personali che vivono i quotidianamente a causa di gravi situazioni di disagio nell'ambito familiare e sociale.

Alcuni interventi, particolarmente toccanti, hanno concluso questa esperienza di interscambio e di arricchimento personale derivate da questi convegni interregionali ed hanno confermato che le dinamiche di gruppo sono stimoli, come la voglia di vivere insieme per un confronto costruttivo e proficuo.

 

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