Convegni interregionali 2001

IL CAMMINO DEL VOLONTARIO AVULSS:

A CHI E COME FARCI PROSSIMO

 

VOLONTARI Avulss, CRESCERE NEL GRUPPO

PER VIVERE L'Avulss COME FAMIGLIA

 

Bressanone

 

Relazione tenuta al convegno interregionale di Bressanone - 20 ottobre 2001

 

Relazione del Dott. Pino Morandini

 

Relazione trascritta da registrazione audio

La persona umana per realizzare se stessa ha bisogno di confrontarsi con gli altri, è chiaro che questo rapporto dovrebbe essere il più possibile ispirato alla cordialità, alla fraternità, alla condivisione reciproca. Mi rendo conto che spesso non accade, comunque la persona, per sua natura, si realizza nel rapporto con gli altri, se volete far ammalare qualcuno isolatelo da qualsiasi rapporto con gli altri. Non a caso è stato anche questo il comune denominatore delle varie relazioni che ho ascoltato, la solitudine è la fonte di grandissimi disagi.

Allora siccome noi abbiamo sperimentato come volontari che la persona si realizza nel rapporto con gli altri, naturalmente ci sono gioie e dolori. Noi vogliamo imprimere al nostro porsi verso gli altri una caratteristica che si fa presto a dire, è semplice, è un po' più difficile tradurre; noi vogliamo essere persone umane.

Molte volte questo non accade, pensiamo ad una azione che ci viene chiesta tutti i giorni, quella dell'ascoltare.

Oggi con la nuova tecnologia che ci permette di comunicare da un punto all'altro del pianeta, nonostante ciò, le persone sono sempre più in difficoltà perché non si sa ascoltare.

Abbiamo bisogno di aprirci, di parlarci, di essere come colui che ascolta non soltanto con le orecchie ma anche con il cuore. Il volontariato sta in questo.

I corsi che l'Avulss propone si prefigge di formare il gruppo, di aiutare a imparare a comunicare, ad ascoltare e a condividere. Far sentire all'altra persona che ci dà il dono di fidarsi di noi, di confidare i suoi problemi, che questa persona possa sentire che qualcuno la sta ascoltando. Il volontario si prende cura soprattutto delle persone che, secondo il comune modo di pensare, non contano. In questo modo si dice che c'è una proposta di vita che va contro corrente, una proposta di vita diversa anziché privilegiare una proposta di vita all'insegna del piacere, si mette al primo posto una proposta, la gratuità. In questa società, dove prevale una cultura del suicidio, di aborti, di fecondazione artificiale, di terrorismo, perché in questa società che avrebbe i mezzi finanziari e materiali per far fronte a un sacco di problemi, proprio qui, invece, si cerca la morte.

Le risposte possono essere tante, l'eccesso di cose materiali, le insoddisfazioni uccidono i valori del mondo. Se la persona per realizzare ha bisogno di una proposta di vita che l'aiuti a rispondere ai perché, alle esperienze più importanti della vita.

Il volontariato è importante anche per questo, perché fa capire che siamo al mondo, fa capire che il senso della vita è vivere. Lo scopo della vita è vivere perché qualcun altro viva.

 

Lavori di gruppo

 

Se raccontassi le diverse esperienze dei volontari dovrei dilungarmi troppo, sono esperienze bellissime, talvolta gratificanti e tutte servono di stimolo per continuare il nostro servizio e per sentirsi uniti.

È più quello che si riceve che quello che si da.

Per crescere nel gruppo e vivere come famiglia i volontari devono trovare un accordo tra loro; prima cosa conoscere se stessi per poi dedicare del tempo agli altri. Rimotivare il nostro essere volontari e poi fare volontariato.

Ognuno di noi deve avere il senso di appartenenza al gruppo per attingere più forza e cercare un rapporto sincero di amicizia con tutti.

Per crescere nel gruppo è bene lasciare al volontario ampia libertà di scelta nei vari campi di attività e scoprire in ciascuno la ricchezza dei carismi.

Si è sentita l'esigenza da parte di tutti i volontari che per la crescita del gruppo stesso è bene fare degli incontri, deve essere un incontro fraterno, tutti devono assaporare il profumo della fraternità, bisogna curare una rete di rapporti interpersonali.

L'aiuto reciproco, il massimo rispetto per l'altro e sopperire alle necessità che si presentano nel gruppo ci farà sentire vera famiglia.

Una proposta per fare gruppo è la convivialità, questa facilita la comunicazione e aumenta la conoscenza e l'amicizia tra volontari.

Per chi appartiene all'Avulss primo prossimo sono i volontari poi i malati.

L'esperienza di trovarsi solo tra gruppi settoriali non è sempre vantaggiosa invece l'incontro con tutti i volontari del nucleo, porta nel gruppo la conoscenza di tutte le esperienze, i suggerimenti le proposte e anche le difficoltà.

Inoltre tutti hanno sottolineato l'importanza della formazione permanente.

La formazione è il nutrimento del gruppo e lo stile del suo servizio.

Si denuncia la scarsa partecipazione dei volontari e allora gli incontri vengono aperti ai simpatizzanti.

È stata fatta la domanda: se escludere dal gruppo chi non partecipa mai e in quale modo.

Problemi che ostacolano la crescita del gruppo:

P       Avere la sensazione di essere spesso strumentalizzati dalle strutture

P       Persone bisognose che si legano eccessivamente ad un volontario specifico creano un legame pesante, un attaccamento quasi morboso

P       Altra difficoltà è reperire volontari

(la persona che ha relazionato termina con due considerazioni personali)

A Mantova l'incontro di delegazione aveva scelto come tema per il prossimo futuro "Come essere gruppo" e dal convegno hanno avuto una prima "imboccata".

Mi è piaciuta la spontaneità del mio gruppo, è stata ascoltata e accolta con simpatiachi si è espresso in dialetto veneto, anch’io mi sono sentita come in famiglia.

Porto inoltre una domanda del gruppo:

cosa significa l'affermazione del dott. Morandini "il volontario ha funzione profetica"?

 

 

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