Convegni interregionali 2001

11/06/09 16.33.40 IL CAMMINO DEL VOLONTARIO AVULSS:

A CHI E COME FARCI PROSSIMO

 

 

Relazione introduttiva ai convegni interregionali di Milano, Numana, Bressanone, Gallipoli, Erice

 

Dott. Franco Belluigi, presidente nazionale Avulss

 

Come voi sapete, è nostra abitudine raggiungere tutte le delegazioni, ovvero tutte le regioni d'Italia per l'organizzazione dei convegni nella convinzione che, coinvolgere il maggior numero di volontari e di responsabili Avulss, rappresenti il modo ideale per vivificare i nostri nuclei e per farne sorgere di nuovi. Questo ultimo dato è suffragato dalle precedenti esperienze.

Come voi sapete, quest'anno a Milano in maggio, si è svolta l'assemblea elettiva che ha determinato il nuovo consiglio centrale che ho l'onore di presiedere.

Anche a livello regionale, zonale e di nucleo le assemblee elettive hanno designato i nuovi responsabili; a tutti vecchi e nuovi, rivolgo il mio ringraziamento personale e dell'Avulss tutta e rivolgo l'augurio di cogliere in questo ricambio un arricchimento di idee, di proposte, di carismi ed il desiderio di continuità di vivere e far vivere i valori fondanti dell'associazione lasciatici in eredità da Don Giacomo Luzietti.

Grazie di cuore a tutti.

Avete letto il tema del convegno?

 

"il cammino del volontario Avulss: a chi e come farci prossimo"

 

Partiamo dal concetto della gratuità che è tipico dell'autentica cultura cristiana e che corrisponde al fare con il puro intento di giovare alle necessità altrui senza nessuna pretesa diretta o indiretta, nella convinzione che questo modo di fare è gia un dono ricevuto e che corrisponde all'esperienze più belle del donare e quindi del vivere.

Il volontario Avulss si basa su questo concetto; il volontario che si ispira al modello di Cristo e ai principi della sapienza evangelica, vive questa esperienza come un dono dello Spirito Santo per esprimersi nella propria carne e nelle proprie azioni che così diventano segno e regno di Dio che viene e che opera (carta del volontario). Questo stile di vita, questo spirito: quale modo preferenziale di agire, si consegue con un esercizio prolungato di libertà, di apertura, di altruismo e di farsi dono.

La nostra vita di volontari non può essere caratterizzata da una chiusura; dobbiamo essere aperti al mondo, alla interculturalità (è questo il messaggio).

Bisogna comunicare con tutti, bisogna rapportarsi con tutti, con tutte le altre realtà per imparare a dare una risposta per diventare forza, energia di pressione culturale e di prassi quotidiana, di attenzione ai problemi che riguardano la lotta all'emarginazione, alla povertà, al disagio sociale.

Sarà questa comunicazione di esperienze che esprimono altrettanti valori, a farci crescere e a dotare la società di un bagaglio culturale che la aiuterà a vivere la sua epoca da protagonista, un protagonismo che miri alla affermazione dei diritti sociali e civili per tutti (è il 2001 l'anno del volontariato, ma è anche l'anno del dialogo tra le culture per una civiltà dell'amore e della pace).

Sono i valori della solidarietà, della pace, della vita, dell'educazione, della riconciliazione: il patrimonio del volontario.

A questi valori dobbiamo guardare!

A questo il cristiano aggiunge la grazia di Dio che si ottiene dall'ascolto della parola, dalla pratica sacramentale e si agevola con l'esercizio delle virtù teologiche:

fede, speranza e carità

e cardinali:

prudenza, giustizia, fortezza, temperanza.

Quando uno vive lo stile del dono, perché si sente anzitutto destinatario del dono di Dio, non ha limiti, non ha preclusioni: ogni fratello, ogni sorella è destinatario della sua opera di gratuità perché riconosce anzitutto in questi che la loro presenza ed il loro bisogno diventano modi concreti con cui Dio si fa dono a ciascuno di noi.

Il come divento uno stile di essere, di pensare, di valutare, di propormi so, come cristiano, che Dio ci ha detto di amare il prossimo come se stessi e pertanto il primo termine cui rivolgere il nostro amore siamo noi stessi coltivando così la qualità della vita che abbiamo ricevuto.

Quindi esercitandomi al dono e alla gratuità (io) coltivo il livello migliore del mio mestiere che così serve i fratelli a imitazione di Cristo (che si fa servo per amore e dona la propria vita come segno più alto della sua amicizia) e la lode più alta a Dio facendo si che gli altri vedendo le sue buone opere lo glorifichino, imparino il linguaggio della gratuità e testimonino l'amore.

Partendo da questi punti fermi che sono alla base del nostro essere volontari ci interroghiamo su quello che ogni giorno viviamo come cittadini e come cristiani in una sintesi di valori quali siamo portatori.

 

A chi e come farci prossimo?

 

Quante volte viviamo nelle nostre giornate questi sentimenti, queste situazioni e riusciamo magari a dare una risposta che sia l'espressione della ricerca dell'unica verità possibile che è quella di vivere i che la carta del volontario Avulss propone e che manifesti il raggiungimento di un cristianesimo maturo. Dalla divulgazione della carta del volontario Avulss ad oggi tante altre carte di identità sono state proposte per il volontariato che vanno ad esprimere i valori della gratuità, della pace e della ricerca di una pari dignità per tutti.

Questo ci deve far inorgoglire e ringraziare il buon Dio per avere illuminato il nostro fondatore quando diede vita all'Avulss.

È al cammino di volontario Avulss che facciamo riferimento, quel volontario che si fa segno fecondo dell'amore, promotore e donatore di speranza, che si mette al servizio della vita e che vive il suo servizio nella comunione.

È alla nostra cultura Avulss, frutto del nostro cammino, che chiediamo la forza di cambiare, prima noi stessi, poi gli altri, mirando a vivere la quotidianità nello spirito di comunione e condivisione, alla ricerca della pace, sommo bene di ognuno di noi.

Quando parlo della cultura Avulss mi riferisco ad essa come alla conclusione logica della nostra formazione permanente che è insieme ricerca ed innovazione nelle situazioni e nelle condizioni in cui si opera; bisogna quindi pensare al nostro volontariato non come ad un terminale comodo per la struttura sociale e sanitaria; ma come ad una associazione capace si di interazione , ma forte della sua autonomia che si esprime con una forza creativa e feconda che fa interagire la professionalità degli operatori con l'etica della responsabilità dei valori nell'essere disponibili a lavorare bene nella totale gratuità, non solo all'interno del sistema socio-sanitario, ma in quello della comunità.

È alla nostra cultura che chiediamo la forza di saper leggere tutto quello che accompagna l'uomo dalla nascita alla morte, il tutto per dare una risposta che sia nel contempo umana e cristiana che vada a colmare quelle lacune, semmai ce ne fosse, che viviamo nella nostra società, una società disattenta e rispettosa soltanto dei valori materiali, una società, che forte di una etica pragmatica sciaccia tutto il resto.

E nel resto identifico il diritto a nascere e a vivere, il diritto di essere accolti, il dovere di accogliere, la necessità di lavorare insieme per dare una risposta più completa, il bisogno di vivere la società come comunità, il sentirsi persona con tutti i suoi diritti anche quando viviamo i nostri ultimi momenti della vita.

Di certo non ci aiutano a vivere bene e correttamente questi momenti le proposte ossessive dei mass media tutte inneggianti alla bellezza fisica, al successo, al potere e alla forza, tutte tendenti alla cultura dello strabiliare a tutte i costi. Mi ha colpito, leggendo un articolo sulla stampa, una frase che esprime un po' quello che io ho identificato nello strabiliare a tutti i costi "oggi soltanto l'esagerazione può essere lo strumento della verità".

Di certo non ci aiutano la ricerca scientifica esasperata che a volte anche contro natura propone un uomo quasi immortale ed onnipotente (vedi l'ingegneria genetica e la clonazione). Di certo non ci aiutano la negazione della sofferenza con l'eutanasia e la negazione della vita con l'aborto.

Passiamo sopra alla volontà di Dio, l'ansia della ricerca del benessere spirituale sta venendo meno.

Questi disvalori finiscono con il mortificare l'uomo, figlio di Dio, se non sa fare una lettura attenta della sua vita alla luce del vangelo, che, se non è educato al bene, finisce con il lasciarsi abbagliare da queste false verità, da queste chimere riuscendo a non stupirsi più di nulla, accettando prima o poi con il suo comportamento di non farsi prossimo a nessuno.

Abbiamo scelto cinque temi che racchiudono e affrontano le varie fasi della vita, dalla nascita alla morte e li abbiamo affidati ad altrettanti relatori che ci stimoleranno con le loro argomentazioni a riflettere sulle varie tematiche. Nel pomeriggio ci divideremo in gruppi tematici per dare inizio ai lavori di gruppo che verranno riferiti domenica mattina alla ripresa dei lavori.

 

A chi e come farci prossimo?

 

Forse ogni volontario, o meglio ogni cittadino che si impegna nel volontariato lo sa bene, ma per fare quel salto di qualità, che è essenziale, di passare dal fare volontariato ad essere volontari, bisogna lasciarsi permeare di più valori della nostra cultura Avulss:

1. la centralità della persona

2. l'attenzione verso i più deboli

3. il senso civile di responsabilità e partecipazione alla vita sociale

4. la totale gratuità nell'azione di solidarietà

5. la condivisione della propria esistenza e di quella altrui

6. il senso del servizio

7. il lavorare in rete che si traduce nel nostro motto "lavorare insieme per servire meglio".

Bisogna altresì mettersi in discussione ogni giorno, essere consapevoli che il servizio che esprimiamo è un vero impegno.

L'incontro di questa mattina è una ulteriore occasione per capire a chi e come farci prossimo

 

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