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Pompei 16 - 17 novembre 2002 convegno nazionale il cammino del volontario Avulss INTEGRAZIONE SOCIO - SANITARIA IL RUOLO DEL VOLONTARIATO |
CONTRIBUTO DEL GRUPPO DI LAVORO NUMERO SEI
Numero partecipanti 60 circa
Clima durante i lavori: buono, anche se si intuiscono alcune tensioni.
RELAZIONE SINTETICA DEI CONTRIBUTI DEI PARTECIPANTI AI LAVORI.
Dopo una disquisizione sui termini "partecipativo e sanatorio" si è passati all'interrogativo diretto: la 328 è una istanza acquisibile, ha significato e importanza sentiti?
La legge ha due anni e ancora non capiamo cosa ci riserverà (Sicilia). Ci sta bene quel lato sanatorio che percorriamo, ma dobbiamo essere voce di chi non ne ha.
Abbiamo un bagaglio di esperienze che ci permette una entrata diversa nei programmi sociali.
Abbiamo visto che interventi a pioggia, legati a progetti precostituiti da false economie, creano danni più gravi per l'esaurimento e la cessazione nel tempo limitato.
Ricordiamo Tavazza, che già nel 1997 proponeva la partecipazione: anche questa è una forma di carità, anzi, di più. è garanzia.
Questa legge porta noi volontari a una sorta di intimo censimento. E' innovativa e occorre una presa di coscienza della situazione. Questo è un tassello da inserire, e non solo dialogico.
Qualche Nucleo privilegiato lavora già in Alto Adige con strutture sanitarie e sociali, richiesto in programmi operativi. Ma altrove, di fatto, non c'è una presenza ai tavoli dove si concertano gli interventi, laddove si è richiesti. La presa in carico responsabile è ancora molto lontana dalla nostra esperienza. Però restando fuori veniamo scavalcati da chi ha progetti a pagamento (Ravenna).
E siamo anche assenti come "decisione", anche se a volte già si fanno programmi congiunti con altre istituzioni (come un programma a Rimini sull'aiuto alla vita).
Dobbiamo "partecipare": questo è il ruolo del volontariato nel momento attuale.
La richiesta è di essere aiutati a capire: ci sono diversi livelli di conoscenza e di intervento. E' una altalena. Con la 266 il volontariato ha contratto un accordo, una convenzione (si dice in Sicialia) e con essa l'approccio è diventato relazione, ha messo in moto una rete di comunicazione verbale e scritta, con consulti e risposte concordate.
Ora la 328 offre altre proposte: ma noi abbiamo forza e tonalità giuste? Chiediamoci: cosa possiamo fare veramente? E con la nostra preparazione?
Anche l'assistenza silenziosa che si fa esclusivamente in alcuni nuclei (Cavolese) non ha niente da invidiare ad altre esperienze che ci fanno pensare …
Le domande del questionario poi, viene evidenziato da una giovane sicilina, contengono già risposte implicite, e questo ci lascia perplessi. Ci soffermiamo in modo retrogrado, tra assistenza ed elementi di partecipazione nel sociale pubblico.
Stiamo facendo i conti con una legge rispetto alla quale molti sono gli approfondimenti, dando per scontato che il ruolo propositivo deve pregnare ognuno di noi in una cultura comune. Patrimonio da partecipare, con questo orizzonte che ci troviamo davanti e nel quale ci troveremo tutti attori.
C'è un accenno all'Informatore, tramite comune da utilizzare senza parole auliche o interventi pretenziosi.
Ritornando all'aspetto sanatorio (ed è sempre la Sicilia ad intervenire) esso è in relazione ai bisogni ed ai desideri, almeno nella situazione attuale, ma con la cultura dell'integrazione.
Per quanto riguarda la rappresentatività: non tutti devono fare tutto. Poniamo attenzione alle capacità personali, ai carismi come risorse da valutare e mettere in luce, come competenze usate per raggiungere chi non c'è e l'associazione. Non depositari, ma veicolatori di esperienze.
Una testimonianza dal Piemonte: sentire tutti i numeri delle leggi fa confondere, impressiona. Chi ha i capelli grigi è portato a camminare piano. Però, il volontario AVULSS non è una persoa qualunque: è uno stile di vita: IMPAREREMO. Anche se la conoscenza delle legge è per noi "austriaco"!
L'Informatore ci deve aiutare a un ragionamento unico.
Riguardo ad essere propositivi poi, si è detto, è facile dare proteste. Più difficile fare denunce.
Il volontariato ha mansioni riguardo la qualità e la vigilanza e questo è previsto per legge; al di là di ogni verificabile rivelazione, a noi resta osservare e vagliare le possibilità per approcciare i giusti referenti.
Ma, ribatte la giovane siciliana, se capitano cose gravi ed evidenti non possiamo far finta di niente per un malinteso senso di benevolenza e per non creare inimicizie, chiudere gli occhi.
"Devo leggere e trovare nella mia libertà il potere e la possibilità di essere elemento di giustizia nella realtà sociale. E' questo il senso politico del nostro agire".
Per ultimo, dall'Abruzzo: ricordiamoci che è stato tutto il lavoro silenzioso dei volontari a cambiare la realtà, piano piano, nel tempo.
CONCLUSIONI
Gli scambi di testimonianze hanno fatto emergere situazioni molto diverse nelle varie realtà territoriali.
La motivazione di ispirazione prettamente cristiana e confessionale ha destato perplessità e difficoltà ad accogliere istanze legislative atte a promuovere la persona nella sua interezza.
Difficoltà da parte dei giovani ad assumere un ruolo partecipativo per mancanza di tempo, in quanto totalmente impegnati nel lavoro ed il loro impegno nel volontariato per il momento ha un ruolo solo residuale.
Stimolo alle forze più anziane dell'associazione a proseguire in questo compiti importante di partecipazione.
Difficoltà a capire nel servizio il ruolo di osservatore dei bisogni (si scambia la denuncia con la partecipazione)
Il lavoro di rete, ad eccezione di piccole realtà territoriali, è molto lontano dalla cultura di molti partecipanti.
Viene indicato l'Informatore come strumento comune per un "ragionamento unico" utilizzando linguaggio alla portata di tutti.
Il volontariato AVULSS è uno stile di vita delle persone e c'è la volontà, da parte dei più, a IMPARARE per continuare a camminare nella direzione delle persone in difficoltà e che non hanno possibilità di far sentire la loro voce. Quindi il ruolo del volontariato nel momento attuale è quello di PARTECIPARE.