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RELAZIONI DEI CONVEGNI INTERREGIONALI 2003

TEMA DEI CONVEGNI:

il cammino del volontario Avulss:

bioetica - il volontariato tra interrogativi urgenti e risposte discordanti

 

VERBANIA * 11 - 12 OTTOBRE 2003

 

Bioetica, Europa e volontariato in ambito culturale e solidale

Prof.ssa Emma Vanna Garro

 

 

L’idea di un’Europa formata da Paesi diversi con molteplici identità culturali comincia a farsi strada e si consolida il convincimento di un identità culturale legata al modo di essere di ciascuno, si afferma inoltre il concetto che la cittadinanza europea è la consapevolezza di una identità universale in una dimensione che va al di sopra delle singole culture.

Un giorno i nostri pronipoti, forse, riusciranno a dire: sono europeo dell’Italia.

Ciò che consideriamo oggi un diritto di acquisito, per es. la scolarizzazione allargata, la partecipazione crescente all’incremento della solidarietà, all’accettazione del diverso è il risultato di dure lotte sociali e di transazione difficili.

Per fare un concreto e sintetico riferimento storico possiamo risalire alla grande eredità della cultura greca, in cui hanno preso forma le idee di democrazia, libertà, partecipazione responsabile alla vita della comunità civile, precisando che l’identità culturale europea nasce sull’asse Atene – Gerusalemme e prendiamo in considerazione, come ha più volte precisato il Papa, il contributo insostituibile della tradizione ebraico – cristiana. E’ il cristianesimo infatti che introduce nella cultura occidentale l’idea che ogni persona rappresenta un bene in se stesso ed ha un valore incommensurabile (in quanto creato a immagine e somiglianza di Dio),perciò una dignità inalienabile e dei diritti che la società deve riconoscere. Il dibattito sui diritti umani si è sviluppato in modo peculiare negli ultimi due secoli ed ha avuto un grande incremento a partire dalla seconda metà del XX secolo, tuttavia è sulla base della concezione di “persona” elaborata dalla cultura cristiana che è possibile ritenere tali diritti “universali” e “inalienabili”.

Chi tiene alla cultura della vita e della solidarietà non può accettare che queste radici vengano dimenticate nei documenti fondamentali dell’unione europea. Una democrazia che non si basasse sul rispetto della vita e della dignità di ogni persona “dal concepimento al termine naturale dell’esistenza” rischierebbe di snaturarsi completamente.

Nel rispetto di un profondo senso civico vorrei citare la “Convenzione di Oviedo” (Consiglio d’Europa, 1997).

Nel preambolo “la convenzione afferma che i progressi della biologia e della medicina debbono utilizzati per il beneficio delle generazioni presenti e future, sottolinea la necessità di una cooperazione Internazionale affinché l’umanità tutta intera possa beneficiare dell’apporto della biologia e della medicina, riconosce l’importanza di promuovere un dibattito sulle questioni poste dall’applicazione della biologia e della medicina e sulle risposte di fornire, ricorda a ciascun membro del corpo sociale i suoi diritti e le sue responsabilità.”

Al capitolo V° l’articolo 15 della suddetta convenzione sottolinea come regola generale che la ricerca scientifica nel campo della biologia e della medicina si esercita liberamente sotto riserva delle disposizioni della presente convenzione e delle altre disposizioni giuridiche che assicurano la protezione dell’essere umano.”

Proseguendo nel cammino dell’allargamento dei diritti e dei doveri sociali introduciamo il concetto dell’etica. Che cosa significa, come si presenta oggi, quali problemi emergono, quale rapporto e possibile sussistenza in relazione alle nuove tecnologie ne scaturisce.

Nelle condizioni attuali dobbiamo constatare che esiste un chiaro predominio dell’uomo sulla natura, sovente infatti la scienza si sostituisce alla natura, così nell’ambito delle biotecnologie la tecnica dà all’uomo un grande potere. La bioetica ha le sue origini in campo medico, una emanazione dell’etica rivolta alla medicina, di qui la riflessione sulla valutazione degli interventi medici basati su questioni di principio: la necessità di focalizzare un’etica consapevole e responsabile. La bioetica fa riferimento a molte discipline e pone delle domande apparentemente semplici, ma invero piuttosto complesse. Oggi si desidera sempre più vivere in modo confortevole con l’aiuto della scienza, ma ci si chiede come operare nel rispetto di ciò che è sacro e di ciò che non lo è.

Le competenze decisionali sono delicate e mettono in discussione fattori molteplici. Prendiamo in considerazione tre orientamenti:

a)      Il carattere scientifico con la biomedicina

b)      Il carattere umanistico con la filosofia e la religiosità

c)      Il carattere giuridico con la normativa legale

 

  1. La conoscenza scientifica è parte integrante del nostro patrimonio culturale. Dal 700 ad oggi la divulgazione scientifica si è ingigantita: radio, TV, multimedia ecc., l’intento di base è sempre quello di agevolare l’accesso alla conoscenza mediante la divulgazione, purtroppo non ci sono regole infallibili e l’idea che esista una scienza perfetta è utopica, motivo per cui tutto deve essere considerato e valutato caso per caso.

    Così per la domanda quali sono i bisogni umani primari più urgenti, è implicita la responsabilità di ognuno (civile e morale), ma per far sì che ogni cittadino sia consapevole e responsabile bisogna educarlo e sensibilizzarlo al rispetto sociale, abbiamo il fattore economico e quello socio – culturale.

    Alcuni valori essenziali quali la libertà, l’istruzione, una base economica minima non sono ancora alla portata di tutti, per cui dobbiamo operare per rendere questi valori reali, non perdendo di vista l’ideale di un umanesimo solidale in armonia con le idee di fratellanza e giustizia.

    Nella nostra tradizione culturale trovano posto la libertà scientifica, l’autonomia delle coscienze, il desiderio di miglioramento, nonché l’affermazione dei principi di solidarietà e mutualità.

  2. Nell’orientamento umanistico sottolineiamo l’importanza dei fattori etici generali e l’impegno etico insito nella religione stessa. Infatti l’etica religiosa consente di dare agli uomini motivazioni profonde.

    La religiosità dichiara la positività dell’esistenza e la rivendica anche mediante la scienza. La religione non decide, ma contribuisce all’esito delle scelte. Per quanto riguarda la bioetica e le biotecnologie si instaura un dialogo che ha come interlocutori la religione, la cultura, la scienza, l’umanesimo, la mutualità, la solidarietà e la libertà.

  3. Infine l’ambito giuridico è indispensabile per dare veste legale ad ogni possibile orientamento etico e per mettere in atto una normativa che tenga in conto e rispetti la laicità e la morale.

    Pertanto nell’area educativa è fondamentale insegnare a discutere e a riflettere per giudicare a scelte consapevoli e responsabili, la conoscenza è necessaria come base, ma deve essere opportunamente coadiuvata dal senso civico.

Che cosa può fare il volontariato e come può operare?

Voi qui riuniti siete una dimostrazione evidente del valore, dell’importanza, della preziosità e della necessità del volontariato, che opera a livelli diversi e in campi molteplici.

Chi fa volontariato offre se stesso e il suo tempo per aiutare gli altri.

Voi siete impegnati in un volontariato nazionale, ma si profilano interessi e necessità internazionali, in tale direzione possiamo orientare e stimolare i giovani. Esiste infatti un servizio di volontariato europeo per i giovani che possono in tal modo sviluppare, partecipare a progetti di cooperazione internazionale.

Circa 3.220.000 persone in Italia ogni anno dedicano parte del loro tempo ad attività di solidarietà e volontariato. All’interno di questo panorama piuttosto variegato il volontariato internazionale occupa uno spazio importante. Quindi sempre più il nostro impegno può trovare spazio ed interesse a livello europeo, infatti è stato avviato per la prima volta, nel 2002, un progetto pilota di promozione della mobilità per persone le persone anziane.

Operando per la solidarietà e lo sviluppo diamo anche un valido contributo alla causa della pace e tale scopo si raggiunge sia prodigandosi direttamente nei progetti di sviluppo che cercando di fare cultura della solidarietà sul territorio, nelle scuole, nei gruppi, sul lavoro.

Certamente bisogna educare i giovani, ma è fondamentale sensibilizzare tutti, poiché tutti hanno bisogno dell’altro, in ogni età, in ogni situazione.

L’associazione BIEVOL opera nel settore del volontariato a livello nazionale ed europeo proprio nell’intento di favorire progetti di solidarietà e mutualità con impegno culturale, civile e sociale.

L’aiuto di tutti è auspicabile e necessario, ma chi ha superato la soglia della maturità può essere ancora utile in quanto costituisce una risorsa immensa di sapere e competenze acquisite che può mettere a disposizione della collettività.