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Tolentino (Macerata) 8 - 9 ottobre 2005 LAVORARE INSIEME PER SERVIRE MEGLIO |
LAVORI DI GRUPPO
Gruppo 1 - Tema del gruppo: le qualità del singolo volontario al servizio del gruppo
Gruppo 2 - Tema del gruppo: errori da evitare per migliorare il lavoro nel gruppo
Gruppo 3 - Tema del gruppo: il volontario in crisi: quale aiuto dal gruppo?
Gruppo 4 - Tema del gruppo: quale formazione? proposte operative per servire meglio
Gruppo 8 - Tema del gruppo: nel lavorare insieme costruiamo relazioni interpersonali positive se …
Gruppo 9 - Tema del gruppo: nel lavorare insieme quali virtù praticare
Gruppo 10 - Tema del gruppo: nel lavorare insieme viviamo la fede, la speranza, la carità
Tema del gruppo: le qualità del singolo volontario al servizio del gruppo
Siamo talmente proiettati verso le esigenze delle persone all’esterno del gruppo che spesso trascuriamo le crisi e le necessità dei componenti il gruppo.
Prima qualità del volontario è avere motivazioni serie (vero amore verso l’altro).
Seguono la disponibilità e l’umiltà che è la radice di tutte le virtù.
Una buona comunicazione facilità l’unione del gruppo.
Volontariato nei confronti di chi? Nei confronti degli amici volontari verso ai quali è necessario l’accettazione delle loro difficoltà.
Il volontario che arriva ad amare l’Avulss si sente bene nel gruppo, partecipa con gioia alle riunioni ed è di stimolo agli altri con il suo entusiasmo.
Altre qualità possono essere senso di responsabilità nei confronti del gruppo e del servizio, generosità, affidabilità e sincerità che portano ad essere comprensivi con tutti.
Dare importanza ai nuovi volontari, aiutarli a far crescere il senso di appartenenza all’associazione e superare le prime difficoltà nelle relazione interna ed esterna.
Tema del gruppo: errori da evitare per migliorare il lavoro nel gruppo
Quello che è emerso a volte sono considerati "errori" altre come "mancanze"
Evitare:
di prendere iniziative che non siano condivisibili
emettere giudizi sul modo di operare
il senso di onnipotenza, tenendo presente i propri limiti (rischio di crisi)
protagonismo; che porta al far da sé
abbandono; non condivisione di esperienze gravose da parte di un volontario che lo porta a una crisi
pessimismo; negatività di alcuni volontari che porta a una caduta di stimolo nel gruppo
il senso critico nei confronti degli altri; prima guardarsi dentro
incarichi gravosi incentrati su una sola persona
mancanza di verifica – ascolto individuale all’interno del gruppo (necessità di dar voce)
evitare di arrivare al punto che le istituzioni e i famigliari di ammalati (es. a domicilio) pretendano da noi cose che non ci competono
mancata accettazione e discriminazione tra volontari che dovrebbero svolgere uno stesso servizio
dare ogni tanto considerazione anche di un "piccolo" ma significativo servizio anche a chi, dopo assenza per motivi personali, decide di riprendere
Concludendo riprendiamo la frase citata ieri da Padre Luciano, che recita:
"La prima via è l’umiltà, la seconda è l’umiltà, la terza è l’umiltà e quante volte me lo chiederai tante volte ti risponderò la stessa cosa."
Tema del gruppo: il volontario in crisi: quale aiuto dal gruppo?
I volontari sono stati invitati a presentarsi e ad esporre la propria opinione sull'argomento. Dalla discussione è emerso quanto segue:
ci sono più volontari in crisi nei grandi gruppi che in quelli piccoli;
è più difficile individuare e sostenere il volontario in crisi nel gruppo più numeroso (importanza del coordinatore di settore)
DIVERSI TIPI DI CRISI
·
. Senso di inadeguatezza,·
. Aspettative troppo elevate,·
. Compito assegnato superiore alle proprie capacità,·
. Coinvolgimento eccessivo nelle situazioni di dolore,·
. Pigrizia, stanchezza,·
. Mancanza di tempo,·
. Problemi familiari,·
. Mancanza di relazione nel gruppo,·
. Calo di motivazione·
. Senso di colpa per il mancato rispetto degli impegni iniziali.I SINTOMI DELLA CRISI SONO:
non partecipazione alle riunioni
non puntualità negli impegni presi
abbandono.
AIUTO DAL GRUPPO, QUALCHE SUGGERIMENTO:
Gratificare,
Migliorare la comunicazione ed i rapporti interpersonali
Obiettivi chiari e condivisi
confronto autentico -condivisione delle proprie debolezze
accoglienza
correzione fraterna e non giudizio
clima di fiducia
sentirsi parte del gruppo
Valutare positivamente il servizio: il "poco" fatto dal singolo diventa "molto" unito al "poco" di tutti gli altri
assiduità nel servizio
scelta oculata dei responsabili
far riferimento allo stile dell'AVULSS, alla Carta del Volontario ed agli insegnamenti del nostro fondatore Don Giacomo Luzietti.
Tema del gruppo: quale formazione? proposte operative per servire meglio
Il volontario AVULSS deve avere due vincoli: formazione in itinere e prestazione del servizio. Nei vari gruppi si rileva una comune difficoltà alla partecipazione agli incontri mensili; il momento formativo non viene tenuto nella adeguata considerazione, neppure l'intervento di relatori esterni, come tentato da alcuni gruppi, ha comportato un maggiore coinvolgimento.
Un numero elevato di soci non partecipa alle attività dell'Associazione pur rimanendo iscritto. Da qualcuno viene suggerito di espellere questa tipologia di soci, ed attingere a nuove risorse umane attraverso altri Corsi Base, poiché, venendo meno la formazione e la prestazione del servizio, si snatura la figura del volontario. Altri, invece, propongono di tentare un recupero di queste persone che, anche se non operative, sono comunque potenzialità, cercando di riaccendere in esse le motivazioni iniziali, di suscitare un rinnovato entusiasmo o di comprendere gli impedimenti soggettivi.
Più l'associazione è grande, più presenta degli inconvenienti: si lamenta la mancanza di rapporti interpersonali con i volontari dello stesso settore di lavoro e difficoltà di raccordo con il coordinatore che viene incontrato solo una volta al mese e con il quale è difficile entrare in stretta confidenza.
In alcuni gruppi si è tentata una socializzazione attraverso momenti ricreativi, per esempio gite, ma senza troppo successo.
Dopo queste considerazioni viene rilevato che è necessario analizzare e comprendere il tipo di problema. Il problema è in ciascuno di noi. Una persona agisce in un certo modo se motivata o meno, bisogna quindi rimotivare le persone sul perché, confrontandosi con gli altri, analizzando però prima sé stesse.
Bisogna fare prima l'analisi; le lamentele sopraesposte servono per l'analisi dei bisogni: individuare i bisogni, che sono diversi da gruppo a gruppo e da persona a persona, è quindi molto importante e non si può generalizzare.
Dopo l'analisi si passa alle proposte operative che vanno individuate per priorità e gradualità all'interno di ogni singola associazione.
E' opportuno fare ad ogni incontro formazione vera, più stimolante e con meno "chiacchiere", in modo che nessuno abbia l'impressione di perdere tempo e per questo occorrono anche responsabili ben preparati ed, ove necessario, organizzare corsi per la loro formazione.
Si sottolinea, per esperienze fatte da alcune associazioni, l'utilità del sostegno di uno psicologo o sociologo che visioni l'operato del gruppo, ne individui eventuali lacune e suggerisca le adeguate correzioni.
Si ribadisce l'importanza .di assimilare i contenuti della carta del volontario, rimotivando le persone sul "perché" e sul "come" servire meglio, un servire meglio che non è suscettibile di misurazione, ma un valido indicatore si ottiene ricercando soprattutto in noi stessi e all'interno del gruppo.
Indispensabile infine è un'adeguata formazione specifica resa necessaria dalle tipologie di servizio da effettuare; per poter meglio interagire anche con le Amministrazioni, non si può trascurare la formazione specifica per la conoscenza degli strumenti legislativi a disposizione per la tutela dei diritti dei più deboli.
Tema del gruppo: come mantenere alta la motivazione e lo spirito di servizio del volontario
Non sempre la motivazione al servizio è consapevole e chiara e quindi la formazione dovrebbe farsi carico di aiutare la persona del volontario chiarire in sé i motivi di una scelta.
Tra le motivazioni emerse: l’esperienza della sofferenza personale per una volontaria è stata determinante anche perché aiutata dalla guida di un padre Camilliano
Dagli interventi è emersa la richiesta di un aiuto per affrontare il problema della scarsa partecipazione agli incontri formativi, e a volte anche alla vita del gruppo fino all’abbandono con le più svariate motivazioni.
Ci si chiede se il corso base e la formazione in itere così come sono svolti attualmente affrontino adeguatamente l’argomento della motivazione (scelta).
La inadeguata motivazione può squalificare lo spirito di servizio rischiano di ridurre la propria opera in un semplice fare.
Le proposte scaturite durante il lavoro di gruppo:
è necessario per ciascuno ripartire dalla storia (che cosa scegliemmo? Che cosa abbiamo trovato? Come ci sentiamo oggi?)
preoccuparci del benessere dell’altro volontario (chiederci perché si è allontanato, perché non partecipa, perché non comunica?)
creare delle occasioni di incontro ricreative per mezzo delle quali rinnovare lo spirito e ritrovare l’entusiasmo (la festa, la gita, ricordare il compleanno di ogni volontario con un biglietto, …)
chiudere il corso base con una verifica anche delle motivazioni aiutati da un esperto, (uno psicologo, un animatore)
curare meglio la comunicazione all’interno del gruppo e vivere il proprio ruolo, qualsiasi esso sia, con umiltà e spirito di servizio
gli argomenti per la formazione continua sono da trovarsi nei bisogni del gruppo )carenza di comunicazione, di partecipazione e di corresponsabilità)
Tema del gruppo: lavorare insieme con volontari giovani: come coinvolgerli attivamente nel servizio
Una realtà importante per avvicinare i giovani al volontariato è il mondo della scuola: esperienze legate a "scuola e volontariato – educazione alla solidarietà" sono opportunità per far conoscere ai ragazzi di quarta superiore questa realtà.
Questo esperimento è stato fatto anche con i bambini selle scuole elementari, che successivamente sono stati seguiti nelle medie con progetti di volontariato mirati e a termine.
Per questi servizi la risposta iniziale dei giovani è positiva e, in alcuni casi, entusiasta.
Il è successivamente la non continuità del servizio e spesso l’abbandono dei servizi le cause più frequenti sono:
per ragioni di studio (l’università che spesso impone il trasferimento in altre città)
per impegni di lavoro o altre attività
delusione nel servizio (perdita delle aspettative)
timore di essere derisi o giudicati dagli amici
desiderio di "fare"
come fare in modo di coinvolgerli maggiormente
1. creando per i giovani dei progetti di servizio ben definiti (obiettivi e ruoli chiari) e a termine
2. responsabilizzandoli: i giovani volontari amano la sfida, l’autonomia nel servizio e la libertà di movimento
3. facendo emergere la loro creatività e fantasia proponendo "idee forti" chi li faccia essere protagonisti
per esempio la terapia del sorriso, l’animazione nelle strutture per anziani, il servizio con giovani con varie disabilita
questi servizi sono in genere molto coinvolgenti apprezzati dai giovani e permettono loro di liberare la loro creatività rimanendo meno visibili e coinvolti emotivamente
4. nella scuola è importante, fin dalle prime classi, seminare il concetto del servizio e della solidarietà. Questo si può realizzare con il coinvolgimento degli insegnanti più sensibili nell’associazione, in modo da creare soggetti attivi
Conclusioni
Non dobbiamo stancarci di seminare soprattutto nei terreni più giovani e fertili.
Il giovane albero cresce in fretta ed è capace di fare frutti. Ad un certo punto l’albero viene potato … Ma dopo qualche anno gli alberi potati possono dare più frutti di quanto ci aspettiamo … Quindi diamo fiducia.
Tema del gruppo: lavorare insieme con le altre associazioni di volontariato e con i servizi in che modo e quali percorsi comuni
Dall’incontro è emerso che nei piccolo centri è più facile lavorare in rete con altre associazioni, nelle grandi città è più difficile.
Sarebbe importante far parte di consulte, un approccio diverso da provincia a provincia, tavoli di concertazione, su tutto il panorama del volontariato.
Da più parti è stata auspicata una collaborazione tra enti e associazioni diverse, quasi sempre rese difficili per identità e dei fini associativi.
È stato chiesto un maggior impegno da parte della Caritas e da autorità Ecclesiastiche con particolare riferimento a reperimento delle sedi per Avulss.
In piccoli paesi il rapporto con l’ente pubblico è più facile.
È emersa la necessità di inviare alle varie Avulss leggi e decreti che regolano il volontariato a livello regionale e nazionale.
Tema del gruppo: nel lavorare insieme costruiamo relazioni interpersonali positive se …
In gruppo ci si ritrova una volta al mese, circa, si esprimono alcune perplessità e non sempre riusciamo coinvolgere tutti ad intervenire.
I giovani, specialmente dopo un po’ di tempo, vanno in altre associazioni di volontariato (tipo croce rossa) perché la sentono più adatta a loro.
Nei corsi base si è provato, per coinvolgerli di più, a fare relazioni di animazione.
Nel gruppo è emerso che capita di sentire critiche su coordinatori o su chi è più impegnato. All’invito di parlarne nelle assemblee nessuno si fa sentire; sarà timidezza o paura di essere aggrediti?
Qualunque problematica, si cerchi di far notare, non sempre viene presa in modo sereno e tranquillo.
Capita qualche volta che i responsabili siano molto autoritari e non danno molto spazio alle richieste facendo nascere battibecchi non positivi.
In alcuni gruppi si è provato a fare un lavoro di laboratorio facendo oggetti manuali che servono come presente di Natale ai malati in ospedale e ricoverati in casa di riposo. Il rimanente viene offerto nelle parrocchie ricavando un po’ utile per l’Avulss. La cosa positiva che si è notata è che al laboratorio si è trovato buona volontà per il lavoro, ma soprattutto per la comunione fra volontari.
Nei gruppi e nelle riunioni di settore è bene che ci sia un moderatore che aiuta ad esporre le problematiche e cerchi di far capire quali possono essere le soluzioni.
In linea di massima dai gruppi è emerso che nelle riunioni settoriali o generali in maggioranza si riesce a costruire relazioni interpersonali e le riunioni stesse risultano il più delle volte serene.
Molte volte parlando tra volontari esprimendo le perplessità e le necessità ci si comprende, ci si aiuta e ci si ritrova veramente amici.
Tema del gruppo: nel lavorare insieme quali virtù praticare
Dal gruppo è emerso che per lavorare bene insieme occorrono qualità e virtù e cementare tra i volontari l’unione tra i componenti del gruppo.
Tra questo è stato data primaria importanza alla umiltà e alla tolleranza reciproca al fine di comprendere ed accettare il comportamento dell’altro e imparare a contenere i propri difetti per dare il meglio di se stessi al servizio.
Solo una buona collaborazione può costruire quella intesa fra i volontari che cementa il loro rapporto.
Tutti hanno riconosciuto quanto sia importante andare d’accordo, avere rispetto l’uno per l’altro e qualora si presentasse un comportamento non adeguato, farlo notare con molto garbo e dolcezza.
Molta rilevanza è stata data al senso di appartenenza che il volontario dovrebbe sentire nei confronti dell’associazione. Oltre questo è necessario per un buon rapporto tra i volontari è la serenità.
Per ultimo è stato sottolineato l’importanza di avere coraggio (per es. nelle riunioni) di aprirsi agli altri per dimostrare la felicità reciproca esistente nel gruppo.
Tema del gruppo: nel lavorare insieme viviamo la fede, la speranza, la carità
I vari componenti del gruppo hanno testimoniato le loro esperienze, il loro rapporto con l’ultimo.
Tutti sono concordi nell’affermare che il cammino di fede, di speranza, di carità anima l’attività del volontario e si rafforza con l’esplicazione dell’impegno quotidiano.
Da alcuni interventi invece è emersa la difficoltà del dialogo nel "lavorare insieme" per la scarsa partecipazione agli incontri da parte dei volontari, frettolosa disponibilità all’ascolto e all’attenzione dei problemi del singolo.
Il gruppo si è soffermato soprattutto sulle motivazioni personali riguardanti la fede, la speranza, l’amore verso il prossimo, mentre superficiale è stata la discussione sul "lavorare insieme" che avrebbe richiesto più tempo a disposizione.