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CONVEGNI INTERREGIONALI 2005 tema LAVORARE INSIEME PER SERVIRE MEGLIO COMMENTO RIFLESSIONE Don Roberto Ziglioli |
Offro questa riflessione sul tema del Convegno non necessariamente come sintesi conclusiva.
Non ho, purtroppo, potuto partecipare all’incontro, e me ne dispiace.
Può darsi che tutto sia già stato detto, e molto meglio di quanto ho pensato io. Se è così, lo scritto rimanga come testimonianza della mia partecipazione di cuore, mente e spirito.
Se invece potrà servire domenica mattina tra gli “interventi preordinati” previsti dopo la relazione sui lavori di approfondimento, sarò ben lieto che possa venire letto o distribuito ai convegnisti che lo gradiscono.
Saluto tutti e ciascuno, a ognuno auguro ogni bene, con la certezza del ricordo reciproco nella preghiera.
Lavorare insieme per servire meglio: è il motto che viene dagli anni (credo fossero i primissimi anni ’80) in cui l’AVULSS faceva ancora molta fatica a persuadere aspiranti e primi operatori volontari che il volontariato richiesto dai tempi e dalla legislazione (in particolare la legge-quadro 833/78 che aveva istituito il Servizio Sanitario Nazionale) doveva essere associato e organizzato. La legge-quadro sul volontariato (n. 266) sarebbe venuta soltanto nell’agosto 1991.
La fatica degli inizi (l’AVULSS era costituita da meno di cinque anni) stava nel far comprendere che lo spontaneismo – ritenuto ideale per buttarsi con cuore ed entusiasmo a fare bene al prossimo – doveva cedere all’efficace strategia organizzativa e che anche la generosità individuale non bastava per garantire la continuità del servizio alla persona e nelle istituzioni.
Oggi, a oltre 25 anni dalla fondazione dell’AVULSS, possiamo ben chiederci se l’associazione – divenuta federazione – è radicata profondamente sul senso di appartenenza di tutti i volontari e se l’efficienza organizzativa è animata dalla spontaneità sempre motivata di chi opera nei diversi settori d’impegno. E non è una domanda oziosa.
Insieme, più o meno facilmente, possiamo aver imparato a lavorare. La nostra presenza e attività sappiamo che generalmente è apprezzata e desiderata: si tratta di un servizio che offriamo con continuità e competenza, grazie ai corsi di base che orientano al volontariato socio-sanitario e alla formazione continua che si cerca di curare nonostante difficoltà e resistenze.
Servire meglio può avere un duplice significato, che non deve sfuggire: l’impegno continuativo e organizzato (lavorare insieme) è finalizzato ad un servizio sempre migliore e migliorato reso da ciascuno di noi, e tutti insieme, ai destinatari della nostra attività di volontariato … e saremmo sul piano dell’efficienza e dell’efficacia. Ma servire meglio deve soprattutto poter diventare meglio servire, perché nasce e sempre più matura rinnovandosi nella libera decisione di dedicare sè stessi e il proprio tempo disponibile “nel migliorare la qualità della vita di ogni uomo, di tutto l’uomo, specialmente in condizioni di sofferenza, bisogno, emarginazione”, in pura gratuità e condivisione reciproca.
A questo punto ci domandiamo: dove va a cadere l’enfasi di questo motto? Su lavorare insieme o su servire meglio?
La Carta del volontario AVULSS ci ricorda che “per libera scelta” abbiamo risposto “alla chiamata per servire i fratelli”. Il verbo servire e il termine servizio vi ricorrono una decina di volte.
Così è qualificato il nostro servizio:
- “un servizio di volontariato che realmente contribuisce a migliorare la qualità di vita degli uomini”;
- “il volontario AVULSS si pone a servizio della vita”;
- “un servizio che rinnovi le istituzioni … la società … la vita … la terra”;
- un “servizio umile, costante, qualificato, gratuito”;
- “nel servizio di volontariato AVULSS non c’è posto per la genericità, l’inqualificazione, l’improvvisazione”;
- il volontario AVULSS “realizza il suo servizio nella comunione”.
Ce n’è abbastanza per dirci che l’essenza del nostro volontariato è nel servizio. E quale servizio! Non potrebbe – dovrebbe! – questa caratterizzazione del nostro impegno offrire più spesso argomento per momenti di revisione di vita personale e insieme, per gli incontri di formazione continua?
Servire i fratelli è la risposta a una chiamata. Per capire e fare propria questa vocazione al servizio non si può dimenticare per nulla l’ispirazione dell’AVULSS ai principi cristiani e che proprio “alla luce dei principi cristiani” i volontari AVULSS “si mettono a servizio degli ultimi, sia direttamente sia intervenendo nelle realtà socio-sanitarie per farle crescere secondo prospettive di autentico umanesimo plenario”.
Chi chiama e chi ci ispira non ha forse detto di sé: “… io sto in mezzo a voi come colui che serve” (Lc 22, 27)? “Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi.” (Gv 13, 12-15).
Per questo “servire l’altro acquisterà il significato dell’assunzione dell’uomo totale, e non di semplici gesti, necessari ma non redentivi.”
Così ha fatto “Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma si vuotò di sé stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini” (Fil 2, 5-7).
Facendosi uno di noi, uno con noi – “obbediente fino alla morte di croce” (ib 8), e non soltanto anticipandola nei “segni” di guarigione e di risurrezione – ha attuato la piena redenzione di ogni uomo e di tutto l’uomo.
Ha assunto la nostra condizione umana, ed ha vissuto tra gli uomini “non per essere servito, ma per servire”.
L’ispirazione cristiana del nostro servizio illumina fino alla sua radice profonda anche il nostro lavorare insieme. La Carta del volontario AVULSS afferma nettamente: “E’ la comunione che provoca lo stile di vita nell’AVULSS”.
E così il “fare” per l’altro – il nostro prossimo che soffre – diventa una relazione d’essere: attenzione all’altro, capacità di ascolto e di dialogo, saggezza d’intervento discreto a tempo e luogo, imparando a stare accanto all’altro fino a vivere insieme crescendo in umanità e comunicando in umanità.
Insieme per l’AVULSS significa accogliere e vivere la comunione di vita e di operosità come un dono:
- “la comunione degli spiriti fondata sull’obbedienza al Signore della vita e alla vita stessa”;
- “la comunione dei beni: tempo, capacità, competenza, mezzi, esperienza, stima, ascolto, fiducia, incoraggiamento, correzione fraterna, capacità di perdono”.
Anche la comunione, come il servizio, costituisce l’essenza del volontariato AVULSS.