Mantova 1 - 2 ottobre 2005

LAVORARE INSIEME PER SERVIRE MEGLIO

 

tema della relazione:

"lavorare insieme" nell’Avulss Mantovana: un nostro modello organizzativo

relatore:

Dott. Adriano Savioli - presidente dell’associazione Avulss Mantovana

 

La mia relazione ha lo scopo di riportare l’esperienza della nostra realtà Avulsina Mantovana nel perseguire l’obiettivo del "lavorare insieme" partendo da motivazioni che sono ben elencate nella carta del volontario Avulss (è la comunione che provoca lo stile di vita nell’Avulss " lavorare insieme per servire meglio " che non mortifica la peculiarità di stile e di doni di cui i singoli volontari sono dotati) e approdando in tal modo ad un modello organizzativo zonale che probabilmente non trova riscontro nelle altre associazioni Avulss e che non abbiamo la presunzione di proporre come punto di riferimento per tutta la federazione Avulss.

Pertanto inizio la relazione sottolineando 2 anni importanti per l’Avulss nazionale e per l’Avulss Mantovana.

Anno 2005: prende corpo la federazione Avulss; una famiglia con una struttura diversa ma che mantiene quella iniziale e fondamentale unità ideale,culturale ed anche operativa voluta dal fondatore don Giacomo Luzietti.

Il cambiamento strutturale, in particolare, si è concretizzato nella trasformazione dei 280 nuclei Avulss (entità dipendenti) distribuiti su tutto il territorio nazionale in associazioni Avulss (entità indipendenti).le motivazioni che hanno portato a questo cambiamento strutturale sono gia state ampiamente spiegate dai responsabili nazionali nei vari incontri con le delegazioni zonali, organizzati durante il 2004,in tutta Italia.

Anno 2004: i sette nuclei Avulss della provincia di Mantova portano a termine la loro fusione in un unico nucleo denominato "nucleo Avulss di Mantova".

A questo punto cercherò di raccontare brevemente le motivazioni e i momenti salienti che hanno portato a questo risultato.

Dal 1998 al 2002 la mia attività come delegato zonale ha avuto l’intento di rafforzare il senso di comunione tra i nuclei Avulss favorendone la conoscenza reciproca e organizzando eventi formativi, spirituali e conviviali comuni in particolare volevo infondere a questi nuclei il desiderio del lavorare insieme, del progettare insieme cercando di realizzare nel modo più concreto possibile la "mission" del delegato zonale, descritta in modo preciso nello statuto.

"se vuoi costruire una nave, non radunare uomini per raccogliere legna e distribuire compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare, ampio e infinito" (A. de Saint-exupery)

La proposta della unificazione dei nuclei Avulss Mantovani in un unico nucleo scaturì dal sottoscritto in una riunione di delegazione zonale tenuta a Mantova in data 15/06/2002 e partiva proprio dalla constatazione dei responsabili dei sette nuclei (dopo 5 anni di intensa vita lavorativa di delegazione) dell’importanza di collaborare insieme non solo nell’ideale "Avulsino" del "lavorare insieme per servire meglio" ma anche per affrontare in modo più adeguato le difficoltà organizzative di ogni singolo nucleo (pochi volontari attivi, assenza in qualche caso o comunque sporadicità di eventi formativi, scarse risorse finanziarie). Inoltre il senso di comunione tra i vari nuclei, raggiunto in quegli anni con tanti sforzi, era un bene troppo prezioso che non doveva rischiare di attenuarsi magari in conseguenza di eventuali sostituzioni dei responsabili dei nuclei e della delegazione. Vi era la necessita di trovare una formula organizzativa che garantisse un futuro alla coesione e alla comunione tra i nuclei la carta del volontario Avulss, come sapete, cita la comunione dei "beni" e degli "spiriti".

Pertanto dal 2002 al 2004 furono organizzati vari incontri all’interno dei singoli nuclei e incontri zonali per spiegare tale iniziativa a tutti i volontari Avulss e per fugare dubbi e paure per tale cambiamento e venne organizzato un corso di formazione zonale (condotto dalla Dr.ssa Paola Aleotti psicologa, nostra responsabile culturale, e dal Dr.Nicola Ferrari pedagogista) con lo scopo di educare ulteriormente i volontari al concetto del "lavorare insieme".

Nel febbraio 2005, da tale nucleo unitario è nata "l’associazione Avulss Mantovana".

Ma quindi, analizziamo in modo più specifico le motivazioni che ci hanno spinto a costituire dapprima un unico nucleo e quindi l’associazione Avulss Mantovana:

    1) rafforzare e interpretare in modo più visibile i valori fondanti l’Avulss

  • il servizio alla persona

  • la qualità della presenza del volontario Avulss (i nostri volontari sono portatori di rapporti umani veri, di uno stile comportamentale specifico, di capacità umanizzante che può e deve contagiare il prossimo)

  • la condivisione

  • la vicinanza al prossimo

  • la comunione, la fratellanza (la carta del volontario Avulss cita che "il volontario Avulss realizza il suo servizio nella comunione"). Il termine comunione deriva dal greco koinos "comune", da cui il verbo koinoo che significa "mettere in comune"; sicché koinonia è "l’avere in comune, il condividere, il partecipare a"

  • una formazione di base e continua che punta alla qualità (essere per poter fare); una costante partecipazione ai convegni nazionali e interregionali.

  • una formazione spirituale

  • 2) I cambiamenti del servizio socio-sanitario

    Comune, provincia, ospedale, asl collaborano sempre di più con il volontariato per poter espletare alcuni servizi sul territorio pertanto il volontariato deve essere in grado di presentarsi in modo credibile da un punto di vista organizzativo, relazionale e con la capacità di offrire una certa continuità di servizio allo scopo di:

  • essere credibili

  • essere più incisivi

  • essere all’altezza dei cambiamenti

  •  

    Il 3/10/79 veniva approvato lo statuto e si costituiva ufficialmente l’Avulss. La nuova associazione fu chiamata così per ribadire la sua vocazione e l’impegno per il territorio, riprendendo integralmente la terminologia con cui la riforma sanitaria aveva definito il nome dei presidi sanitari locali, cioè unità locali socio-sanitarie.

    Oggi nella realtà Mantovana le usl non esistono più ma esiste una sola asl che corrisponde a tutto il territorio provinciale.

    Oggi le istituzioni socio-sanitarie Mantovane hanno assunto dimensioni provinciali.

     

    3) rendere più forte la gestione zonale allo scopo di

  • migliorare la progettualità

  • aiutare i gruppi Avulss più piccoli

  • favorire lo scambio tra le varie realtà Avulss della nostra zona e la trasversalità delle esperienze "producendo cultura"

  • Anche per il volontario Avulss il "lavorare insieme" non è una forma mentis innata, scontata, perché scritto sulla nostra carta, ma resta un obiettivo ed una modalità di lavoro che realisticamente è difficile da raggiungere ma che è assolutamente doveroso perseguire con notevoli sforzi da parte di tutti per poter condividere insieme le difficoltà nel lavorare, programmare e progettare aspettandosi vicendevolmente, per raggiungere la meta insieme e non in ordine sparso. Solamente in questo modo la vita di una associazione di volontariato, come l’Avulss, può avere un futuro. In altro modo, nella migliore della ipotesi, assisteremo come sempre alla presenza di associazioni dove una o poche persone per così dire "tirano la carretta" oppure alla presenza di responsabili padri-padroni della situazione con il tacito consenso degli altri volontari e quindi con totale assenza di corresponsabilità nella gestione del gruppo.

    Non è facile realizzare la comunione tra persone vicine che nella stessa associazione Avulss vivono e pensano diversamente. Ma questo è l’obiettivo che dobbiamo perseguire quando naturalmente vi siano le giuste condizioni e la buona volontà.

    Nella mia esperienza personale, di volontario e professionale, mi sono convinto che per lavorare insieme non è indispensabile avere una grossa formazione, non sono per così dire indispensabili le lauree e le specializzazioni ma è fondamentale avere 2 qualità apparentemente molto semplici e cioè umiltà e rispetto reciproco.

    Nel perseguire questo obiettivo dobbiamo sempre porci questa domanda:

    "cosa spinge un volontario a dedicare la sua vita agli altri ?"

    Possiamo rispondere citando un brano tratto dal messaggio di Papa Giovanni Paolo Secondo in occasione dell’anno internazionale del volontariato ( anno 2001):

    "Anzitutto quel moto innato del cuore, che stimola ogni essere umano ad aiutare il proprio simile. Si tratta quasi di una legge dell’esistenza. Il volontario avverte una gioia, che va ben oltre l’azione compiuta, quando riesce a dare qualcosa di sé agli altri gratuitamente.

    Proprio per questo il volontariato costituisce un fattore peculiare di umanizzazione: grazie alle svariate forme di solidarietà e di servizio che promuove e concretizza, rende la società più attenta alla dignità dell’uomo e alle sue molteplici aspettative. Attraverso l’attività’ che svolge ,il volontariato giunge a sperimentare che solo se ama e si dona agli altri, la creatura umana realizza pienamente se stessa".

    Anche il volontario Avulss che ci è accanto è un nostro simile e soprattutto per questo dobbiamo lavorare insieme. Dobbiamo assolutamente ricercare la collaborazione degli altri volontari cercando sempre di usare un linguaggio appropriato al nostro interlocutore. Ma purtroppo anche nell’Avulss in alcuni casi vi può essere uno sbarramento alla nostra possibilità di comunicazione. Facciamo un esempio: immaginiamo di aver risolto un importante teorema matematico e di trovarci in rapporto solo con gente comune. Se ti sforzi di spiegare loro ciò che hai fatto, non solo non capiscono, si stancano, si irritano e, se insisti, ti considerano pedante, noioso, ti escludono dalla loro compagnia.

    In questi casi la presenza di persone, all’interno di un gruppo, che "cronicamente" non riescono a capire fino in fondo che cosa significhi lavorare insieme, può diventare un elemento destabilizzante e di paralisi operativa per il gruppo stesso. Anche questa situazione ci chiede non solo come volontari ma soprattutto come cristiani una testimonianza che non è sempre accettazione ma anche il coraggio di scegliere.

    Il volontariato nasce dalla conoscenza dei bisogni e tenta di rispondere ad essi attraverso un servizio che esprima pienamente l’amore e la solidarietà fino a diventare condivisione di vita. La condivisione suppone il sentirci tutti parte dello stesso corpo, legati alla stessa cordata.

    L’operare in gruppo è l’altro aspetto che assieme alla formazione continua, permette di assicurare la continuità del servizio, di sostenersi a vicenda, di realizzare un volontariato ispirato a criteri professionali per attuare un servizio adeguato al bisogno.

    Potremmo affermare che per erogare una "prestazione" relazionale valida, il volontario non può essere soltanto "buono" ma deve essere anche "bravo".

    A questo punto della relazione cerchiamo di stilare in modo schematico un elenco degli aspetti positivi e degli aspetti critici che hanno caratterizzato questi primi 18 mesi di "matrimonio" delle Avulss Mantovane:

     

    aspetti positivi

    1) la partecipazione alle riunioni del direttivo della associazione (ex riunioni di delegazione zonale) da parte dei responsabili non è più solamente un atto di buona volontà ma è diventato un atto doveroso per la buona funzionalità della associazione realizzando in pieno il regolamento e le linee operative della delegazione zonale che prevedono come obiettivi:

  • la conoscenza reciproca fra i nuclei

  • lo scambio di esperienze sia sulla gestione e sia sul servizio

  • la condivisione dei risultati positivi e dei problemi

  • l’aiuto reciproco

  • la messa in comune di progetti e di iniziative

  • lo studio e la programmazione di attività in comune

  • la promozione e lo sviluppo del volontariato

  • la partecipazione come soggetti attivi e propositivi nelle aggregazioni

  • 2) i gruppi di Asola e di Castiglione delle Stiviere sono ancora presenti nonostante le difficoltà presenti e passate, proprio grazie attraverso l’aiuto reciproco

    3) le istituzioni, il csvm (centro servizio volontariato), le altre associazioni di volontariato, ci identificano in modo più preciso

    4) i nuovi volontari che entrano nella associazione dopo aver frequentato il corso base, non hanno la necessità di elaborare questo nuovo modello organizzativo in quanto trovano gia una situazione di fatto e quindi pur essendo inseriti in un gruppo territoriale specifico hanno gia la consapevolezza di appartenere ad una associazione che corrisponde al territorio provinciale e naturalmente la consapevolezza di appartenere alla federazione nazionale.

    5) l’associazione Avulss Mantovana ha organizzato questo convegno interregionale "lavorando veramente insieme"

    6) la creazione di una sede e di una segreteria con sede a Mantova come punto di riferimento comune per tutti i gruppi territoriali Mantovani.

    aspetti critici

    1) iniziali difficoltà burocratiche nella gestione di una associazione con dimensioni provinciali

    2) paure e timori iniziali a parte dei gruppi territoriali di perdere in un certo qual modo la propria autonomia. Peraltro ricordiamo che il gruppo di Viadana ha deciso in modo autonomo e libero di non aderire all’associazione Avulss Mantovana e di costituire una propria associazione

    3) iniziale aumento delle riunioni nella fase costitutiva del nucleo unico

    In conclusione possiamo affermare che il nostro modello organizzativo, dopo alcune comprensibili iniziali difficoltà, inizia a dare i primi risultati in termini di condivisione nel "lavorare insieme".

    Non abbiamo la presunzione di pensare che questo modello possa essere attuato in altre realtà Avulsine ma abbiamo anche la convinzione che, per quanto ci riguarda, ci permetterà di restare sempre veramente uniti a condizione che naturalmente il nostro operato resti sempre ispirato ai contenuti della "carta del volontario Avulss". Infatti il volontariato Avulss, deve essere assolutamente una risposta ad una chiamata vocazionale, sorretto e alimentato dall’ispirazione cristiana e che nella organizzazione, nella continuità del servizio e nella gratuità dono di sé ha i suoi principi fondanti. Questi obiettivi possono essere raggiunti solamente attraverso lo sforzo organizzativo e lo sforzo morale di una ricerca di svolgere ogni attività in comunione, appunto ben sapendo, come afferma il nostro slogan che è necessario "lavorare insieme per servire meglio" il nostro prossimo e la nostra Avulss.

    Sono arrivato al termine della mia relazione nella speranza di non avervi tediato e di aver dato un contributo alla buona riuscita di questo convegno.

    Concludo, con un brano di S. Agostino che sottolinea un aspetto fondamentale della amicizia, della vera amicizia:

    "Quando uno vede l’amico fare

    qualcosa di male,

    lo ritrae da ciò:

    se non lo ascolta,

    pronuncia anche parole di riprensione,

    esorta ,sgrida ,litiga.

    A volte è costretto a litigare.

    Ma è l’amore che litiga "

    Lavorare insieme vuol dire anche questo.

     

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