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Avulss - convegno nazionale giovani - 2005 |
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Trento - Centro Mariapoli 23 - 25 aprile 2005 |
DIVENTARE TESTIMONI NELL'AMORE |
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introduzione presidente federazione Avulss Dott. Franco Belluigi |
Voglio iniziare questo convegno rivolgendo un saluto a voi tutti ed un ringraziamento a quanti hanno collaborato alla realizzazione di questo incontro.
Il mio pensiero va a Rina Menghini che è l'anima dell'Avulss trentina,ai suoi collaboratori e non per ultimo al fratello di Rina ,Don Ernesto Menghini, che non l'abbandona mai con supporto culturale e spirituale quasi per mantenere fede alla raccomandazione fattagli da Don Giacomo di stare vicino alla nostra associazione, oggi Federazione.
Ogni Convegno giovani che viviamo ci propone sempre qualche stimolo nuovo, frutto della loro freschezza culturale, di melziana memoria, e della loro esperienza breve ma intensa( i giovani vivono intensamente ogni attimo della loro vita).
L'ultimo, quello di Ascoli Piceno, ci ha passato un messaggio preciso e cioè che vogliono essere impegnati in progetti a termine e non per mancanza di volontà , ma per questa loro situazione precaria dove tutto può avvenire;faccio riferimento allo studio, al lavoro, agli affetti, alla carriera e ad altre situazioni contingenti:Progetti può voler dire di mantenere fede all'impegno si a pure in termini precisi.
Il Convegno giovani rappresenta,indipendentemente dal numero dei presenti un radicamento culturale, perché siamo convinti che nulla nasce dal nulla;1I volontariato non nasce da un vuoto sociale ma trova la sua ragione di essere in momento formativi che sono capaci di determinare nei giovani questa tensione a dedicarsi agli altri.
Il convegno è come un seme, che se non da subito frutti stimola quanti ci partecipano prima allo stupore ,poi alla riflessione;i frutti arriveranno.
Il Convegno è una occasione in più per far nascere nei giovani questo desiderio di aprirsi al mondo di chi soffre attraverso il valore della relazione, dell' empatia,della condivisione.
E' questo il messaggio e sarebbe bello che tanti giovani avulsivi cogliessero questa occasione per crescere.
Siamo arrivati al quinto convegno giovani ed ogni volta abbiamo vissuto una esperienza diversa con una escalation che partendo da un incontro di amicizia(vedi il Convegno di San Severino del 1997) ha portato i giovani ad assumersi la responsabilità dell'organizzazione dei convegni stessi ed al loro permanere nelle associazione di appartenenza con maggiore solerzia fino ad assumere ruoli di responsabilità.
Dicevo che ogni convegno ha avuto una storia a se , vuoi per le tematiche proposte, vuoi per il luogo dove è stato fatto vuoi per le condizioni generali, ma tutti sono stati caratterizzati da un comune denominatore:I'accoglienza fraterna ,una gara di ospitalità.
Altro elemento importante del convegno è il momento formativo che viviamo in linea con quanto il nostro fondatore Don Giacomo Luzietti diceva: che non si nasce volontari e che il nostro essere volontari si ottiene attraverso un percorso, quello che Lui chiama"ll cammino del volontario Avulss" un percorso su cui incidono la famiglia,la parrocchia,la scuola e non per ultimo questi nostri momenti formativi,proprio Per aderire al desiderio dei giovani che non amano essere buttati allo sbaraglio,che non amano improvvisare , ma desiderano essere aiutati nel servizio con una gradualità rassicurante ed invitante a continuare.
Oggi ci troviamo a Cadine di Trento e credo che luogo più bello, più suggestivo, più accogliente Rina non avrebbe potuto trovare anche per la spiritualità che esprime e per l'accoglienza dei padroni di casa.
Quando ho visitato per la prima volta questa struttura sono rimasto colpito dalla sua imponenza e al contempo del suo perfetto inserimento nella natura del luogo, una particolare emozione mi ha dato la visita della cappellina nella quale troneggia un crocifisso incastonato nella roccia che invita alla preghiera e alla meditazione.
Questa mia premessa e' servita per riscaldarci, ma è tempo di affrontare il tema del convegno: diventare testimoni nell'amore.
Non posso non ricordare, quando parlo dei giovani, alcuni dati statistici della mia regione che ci informano che il 52% dei giovani fumano, che il 82%fa uso di alcolici, che i131% fa uso di stupefacenti con una netta prevalenza della cannabis.
Una percentuale notevole vive il disagio esistenziale .Altissima è la percentuale dello scioglimento precoce dei matrimoni, anche di quelli celebrati in chiesa.
Altrettanto elevato è il matrimonio civile.
Credo che questi dati non siano del tutto incoraggianti quando pensiamo ai giovani come testimoni dell'amore.
Non è la mia una lettura a tinte fosche, ma una presa di coscienza pari a quella che è la realtà, una realtà che rispecchia il generale fenomeno di perdita dei valori umani e cristiani che erano alla base del viver civile , una realtà in cui prevalgono i miti e le sensazioni forti che durano poco ,lo spazio di un mattino" una realtà in cui i nostri giovani non trovano grande ispirazione sulla quale basare le scelte della loro vita.
Per quello che ci è possibile dobbiamo contribuire a dire basta a questa deriva di mancanza di valori di una società senza ideali che non può costruire niente di importante e che duri nel tempo.
Dobbiamo contribuire con la nostra testimonianza a dire no a questo individualismo esasperato ,a questa interpretazione libera del concetto di libertà per restaurare in controtendenza una realtà che non sia l'eccezione, ma la regola.
Come voi sapete il nostro è un volontariato di ispirazione cristiana e quindi non possiamo non tenere conto dei valori che esso esprime in stridente contrasto con quello che riferivo sopra.
Sono certo che questi non sono i nostri giovani, quelli che ho conosciuto nei convegni, quelli che ho visto in servizio, quelli che si sono avvicinati ai crocifissi della nostra storia, ai malati, ai sofferenti con una delicatezza estrema, con un approccio rassicurante, capaci di generare speranza e fiducia, quelli che si sono fatti apprezzare dai meno giovani, quelli che hanno detto si ,come Maria alla proposta di condivisione, quelli che con schiettezza hanno saputo dire no a richieste e ai progetti che non si sentivano in grado di portare a termine, quelli che credono alla integrazione fra generazioni, quelli che sono consapevoli di non essere solo il futuro, ma anche il presente dell'associazione, quelli che sono convinti di essere servi inutili.
Questi sono i nostri giovani, quelli che vogliono diventare testimoni dell'amore.
Oggi non è facile essere testimoni dell'amore, oggi ci si vergogna di questi sentimenti che sono fuori moda, che non pagano e che tendono ad isolare chi li esprime.
Sono questi i nostri giovani, i nostri volontari giovani capaci con il loro concreto stile di vita diventare testimoni dell'amore, stile di vita che riflette in qualche modo lo stile di vita di Maria, che si può tradurre in sobrietà, accoglienza, ascolto, dono di se.
Accoglienza che può voler dire responsabilità nei confronti di chi è in difficoltà ( Cooperazione con le strutture pubbliche e private) , servizio che esprime la consapevolezza evangelica del dover amare il prossimo come se stessi.
Quando uno vive lo stile del dono ,questo si sente destinatario del dono di Dio,non ha limiti ,non ha preclusioni:ogni fratello, ogni sorella è destinatario della sua opera di gratuità perché riconosce anzitutto in questi che la loro presenza ed il loro bisogno diventano modi concreti con cui Dio si fa dono a ciascuno di noi.
Il come divento uno stile di essere ,di pensare, di valutare, di propormi so , come cristiano, che Dio ci ha detto di amare il prossimo come se stessi e pertanto il primo termine cui rivolgere il nostro amore siamo noi stessi coltivando così la qualità della vita che abbiamo ricevuto.
Non è una diminutio se sarete capaci di esprimere quanto detto sopra, perché questo vorrebbe dire che siete stati capaci di indirizzare la vostra libertà verso il bene, quello che il Papa Giovanni Paolo Secondo chiama "bonun honestum" al contrario della maggioranza dei giovani che scelgono liberamente il bene utile (bonum utile) ed il bene piacevole ( bonum delectabile ) sempre come dice Sua Santità.
E' una scelta difficile quella di essere testimoni dell'amore, una scelta che va controcorrente, perché l'uomo tende sempre a guardare il proprio interesse Testimoniare l'amore con il dono di se stessi genera amore.
Per noi volontari giovani e meno giovani, quella di testimoniare l'amore è l'unica scelta possibile, perché solo così riusciremo a far vivere il sogno di Don Giacomo, riusciremo a seguitare a far vivere l' AVULSS, quell'AVULSS che ha bisogno di voi come un malato di ossigeno, quell'A VULSS che conta voi come il re nel delfino, come il padre nel figlio, come la chiesa nei suoi fedeli, quell'AVULSS che ha capito che voi giovani siete presente e futuro.
Nel mondo della sofferenza non c'è passato, presente e futuro in termini temporali perché la risposta è sempre la stessa cioè quella di farei trovare , che è quella di esprimere il dono di sé con coerenza,quella coerenza che esprime la nostra cultura, una cultura che ci vuole uniti nel servizio, che ci vuole capaci di appartenenza, che ci vuole vedere uno accanto all'altro, giovani e meno giovani per poter volare.
A tal proposito mi viene in mente una frase che ho letto in un segnalibro inviatomi dalla delegazione siciliana: " per poter volare ci dobbiamo abbracciare ".