Avulss - convegno nazionale giovani - 2005

Trento - Centro Mariapoli

23 - 25 aprile 2005

DIVENTARE TESTIMONI NELL'AMORE

 

sintesi del cammino

Sig.ra Giulia Menchetti

vice responsabile culturale federazione Avulss

 

 

Non posso che partire dall' assunto della ricchezza morale, spirituale e motivazionale che questo convegno ci ha offerto e quindi espressione di un grande valore formativo.

Perché, voi mi insegnate, che la formazione degli adulti (e qui siamo tutte persone adulte, mature, al di là dell' età anagrafica), è lezione magistrale, condivisione, scambio, riflessione, verifica personale e nel gruppo. Oserei dire quindi che in questo convegno abbiamo avuto un eccezionale momento formativo!

Ora proviamo a ridisegnare sinteticamente il nostro cammino, partendo da quanto il nostro Presidente ha sottolineato in merito al patrimonio culturale e alla freschezza che i giovani o meglio "I GIOVANILI"' come qualcuno si è definito nella presentazione, offrono alla nostra associazione!

E' vero.

Nel convegno di Ascoli i giovani hanno espresso la volontà di avere a disposizione progetti a termine, perché la vita è talmente dinamica che non permette progetti a lungo termine.

Quante volte abbiamo sentito frasi come questa: <<Mi vorrei impegnare... ... ma desidero la certezza di poter mantenere l'impegno! > > Perché, rammentiamoci, la scelta di essere volontari è un impegno preso soprattutto con noi stessi.

Abbiamo camminato in questi due anni, se ripensate alle testimonianze dei giovani, espresse in questo convegno, credo che oggi vengano proposte RELAZIONI AUTENTICHE.

Mi riferisco in particolar modo alla testimonianza di IVO, il suo autentico coinvolgi mento e la sua razionalità nel dire «non ho salvato una vita, l'ho accompagnato nella sofferenza».

Dalla sua testimonianza traspare che ha creato speranza e non illusioni, ha promosso ogni autonomia fin che ve ne sono state, è stato a fianco fin che ha potuto.

Ivo non ha avuto vergogna di condividere con noi i suoi sentimenti, la sua commozione, e, dalla commozione far scaturire azioni significative. Anche il prof. Dupuis ci ha esortato a commuoverci, così come Gesù si è commosso di fronte a Lazzaro.

Abbiamo imparato ancora una volta il valore della presenza che ci può far dire "Sono impotente di fronte alla tua sofferenza, ma sono qui".

Avete colto la sofferenza di IVO nel non poter essere lì quanto e come avrebbe desiderato!

Quindi, senza presunzione, mi corre l'obbligo di affermare che

IL SERVIZIO CHE I GIOVANI DELL' AVULSS ESPRIMONO

È UN VOLONTARIATO MATURO,

CAPACE DI RELAZIONI AUTENTICAMENTE DI AIUTO, DI SOSTEGNO

PERCHÉ SCATURISCONO DA VALORI E STILI DI VITA.

Infatti il volontariato dei giovani AVULSS non è quello che si chiude nella nicchia del FARE, ma che accetta la sfida di coniugare i valori del dono e della competenza per essere "TESTIMONI DELL' AMORE"

Ecco, siamo giunti al tema del convegno. Ora, per essere TESTIMONI dell' AMORE dobbiamo continuare ad avere il piacere di prepararci, dedicare le nostre attenzioni maggiori ai bisogni meno apparenti, dobbiamo, come il nostro fondatore, provare ad essere profetici. Proviamo, attraverso una serie di riflessioni, come poter arrivare a questo obiettivo.

La bellezza interiore e la generosità rappresentano il VALORE INTANGIBILE del volontariato.

Noi (giovani e giovanili) sappiamo che i valori intangibili sono uno dei temi emergenti del business internazionale. Vi consiglio su questo argomento un libro significativo dello stesso autore che ci ha proposto il prof Conci, Baumann - VITE DI SCARTO -.

Essere TESTIMONI DELL' AMORE significa rifiutare di rappresentare una surroga della società, ma piuttosto dotarsi di un equilibrio pragmatico dove bellezza interiore e generosità sono alla partenza, ma dove la relazione autentica con coloro che incontriamo sono la nostra missione, non chiusi nella nostra nicchia ma aperti a incontri e confronti con i territori di residenza.

Le sfide che "I TESTIMONI DELL' AMORE" possono cogliere sono parecchie, ve ne propongo alcune:

Rammentate la testimonianza di Francesco, che peccato che gli anziani che incontra nel suo servizio alla RSA non l'abbiano sentito quando ha detto che incontra saggezza, che sa mettersi in ascolto e promuove voglia di vivere! Francesco è inserito in un progetto Scuola e Volontariato, la nostra AVULSS ha la ricchezza di vedere tanti progetti analoghi ed anche tanti insegnanti al suo interno, desidero cogliere questa opportunità per chiedere loro di promuovere missionarietà anche con i loro colleghi. Renderli sensibili alla positività rappresentata per un giovane adolescente di una esperienza valoriale e di scelta come il volontariato. Per i giovani le esperienze di volontariato possono rappresentare il senso etico della vita attraverso un impegno umano di relazione ed aiuto concreto nell' autenticità del proprio essere.

Questo valore etico è stato sottolineato anche dalla testimonianza di Stefano quando ha detto che <<il volontariato può divenire culla di motivazioni e che può rappresentare appagamento io>>.

Ripreso dalla testimonianza di Marcella e Luciano che hanno evidenziato come il contatto umano è vissuto con gioia dai giovani.

La culla delle motivazioni, la verifica del senso della vita, il dare concretezza alle riflessioni è deputato ai corsi di base. E' stata significativa la testimonianza di Marisa che ha vissuto l'esperienza di tutor in un corso base, al termine del corso - ha detto - è stato come far nascere qualcosa! E' proprio così per tutti.

A questo proposito, come evidenziato in un gruppo di lavoro, tutti noi desideriamo che sempre più persone si avvicinino all' AVULSS e ne colgano il senso profondo e lo stile di vita, siamo a disposizione per accogliere senza dimenticare che è un impegno di tutti noi promuovere l'associazione.

Concludendo, si parla molto di volontariato di qualità. Noi sappiamo che la qualità sopravvive solo se all'interno dell'organizzazione viene sviluppata una cultura che parte dalle esperienze dei protagonisti.

Coloro che desiderano essere TESTIMONI dell'AMORE debbono imparare a esportare e condividere il SENSO della VITA del VOLONTARIO AVULSS e donarlo laddove non c'è o è stato perso.

Esportare e donare, anche attraverso le testimonianze e la condivisione delle esperienze, solo così possiamo divenire testimoni di azioni di qualità!

In questo convegno tutto questo è avvenuto, quindi siamo nella via giusta e soprattutto siamo oltre la ISO 9003! Dobbiamo soltanto avere il desiderio di continuare senza disperderci!

Nella nostra attuale società la tecnologia ci toglie tutte le operazioni banali e minime. Quante ore dedichiamo a momenti tecnologici quante ore ci ritagliamo per azioni relazionali?

Abbiamo un equilibrio tra i due momenti?

Perché soffermarci su questo? Perché in questo momento molto tecnocratico ci possono salvare " soltanto le antropologie umane come il senso dello stare insieme, vivere insieme agli altri, apprendere dai relatori che ci hanno proposto riflessioni sociali e spirituali che ci permettano una crescita ed un miglioramento esponenziale.

Sapete, questo nostra società industrializzata è a un punto di svolta (come ci dicono i ricercatori):

O SI CAPISCE COME RIPRODURRE SENSO o il FUTURO APPARE DIFFICOLTOSO. n denaro non è il bene che produce bene, ma molte volte può produrre soltanto assenza di valori e mancanza di senso.

Dentro alla nostra azione d'amore c'è sviluppo di senso e produzione di valori intangibili che noi desideriamo accumulare e spendere soltanto in relazioni e non in economia.

Ecco perché dicono che siamo dei privilegiati. Perché siamo volontari e nelle nostre azioni viviamo una vita di senso, con gioia e amore.

Ora, dopo questa serie di riflessioni, vediamo come "essere profetici":

Proviamo ad andare oltre: il fare, il senso, e quando detto fin qui.

Proviamo ad essere volontari per la MISERICORDIA.

Ovvero, consapevoli dei nostri limiti, vedere la realtà in positivo e nel suo mistero, andiamo verso e oltre tutto ciò che non è trend, e non fa immagine. Controcorrente? Perché no!

Volontari che sappiano ancora ascoltare e apprendere con gli occhi stupiti di un bimbo assetato di vita e si pongano in atteggiamento di aiuto oltre le terre incolte con la stessa forza dell' amore che il Padre, il Figlio e il nostro Don Giacomo ci hanno insegnato con il loro esempio.

Quindi con l'unico desiderio di essere vicino ad una persona perché non sia sola, accettandola "così come è" porsi a fianco e fare un tratto di vita insieme attenti ai suoi desideri e potenzialità non solo materiali.

Nel prisma della solidarietà, tra le tante sfaccettature che esprime, l'accettare l'altro così come è senza giudicare, ma attenti a promuovere autonomie, giustizie e a non creare dipendenze, è uno dei nostri privilegi.

E quindi cari amici giovani e giovanili,

non possiamo che essere

TESTIMONI DELL' AMORE,

TESTIMONI DELLA SPERANZA che ha le sue radici nella fede.

TESTIMONI DELL'INVISIBILE IN UNA SOCIETÀ SECOLARIZZATA, che esclude troppo spesso ogni dimensione trascendente. Consapevoli che nonostante le difficoltà, il nostro destino è legato a quello degli altri.

Concludo con una esortazione di Giovanni Paolo II, dove ho sostituito "vostro" con "nostro"*

La nostra vocazione

ci pone come scelte avanzate dell'umanità in cammino,

nella nostra preghiera e nella nostra fatica,

nella nostra gioia e nella nostra sofferenza,

nei nostri successi e nelle nostre prove,

l'umanità deve trovare il modello e l'anticipazione

di quello che anch'essa è chiamata ad essere,

nonostante le proprie pesantezze ed i propri compromessi

* (cft Fondare la civiltà dell'amore, 1982).

GRAZIE!