Avulss - convegno nazionale giovani - 2005

Trento - Centro Mariapoli

23 - 25 aprile 2005

DIVENTARE TESTIMONI NELL'AMORE

con l'occasione del convegno giovani l'Avulss Trentina ha festeggiato il suo XXV° anno di presenza

saluto del presidente della federazione Avulss

Dott. Franco Belluigi

 

 

VENTICINQUESIMO DELL' AVULSS TRENTINA

Sono passati venticinque anni dalla nascita dei primi nuclei, ad opera di Don Giacomo Luzietti , dell'Avulss trentina ed ancora molti di voi sono rimasti nell'Avulss.

Vi siete mai chiesti il perché di questa scelta di continuità nel servizio nel rispetto totale o quasi dei principi ispiratori lasciatici in eredità dal nostro fondatore?

A don Giacomo va il nostro riverente ricordo e la nostra riconoscenza per avere tracciato il solco dove noi, con l'aiuto di Dio, abbiamo indirizzato la nostra vita.

Sono passati venticinque anni da allora, ed oggi che sono passati sembrano pochi, ma chi di voi li ha vissuti, ricorda cosa abbiano voluto dire: si sono intrecciati tanti avvenimenti, tante storie personali, tanti traguardi raggiunti, qualche delusione all'interno di una gara di solidarietà ispirata dalla Caritas.

Come è stato possibile che questa realtà di volontariato socio sanitario del Trentino sia rimasta così compatta pur dovendo affrontare tanti problemi?

La risposta va cercata e trovata nella Cultura Avulss, quella che ci ha trasmesso Don Giacomo Luzietti che può essere tradotta in: dono di sé, capacità di ascolto, sensibilità, competenza, senso di appartenenza, corresponsabilità, condivisione, in un parola sola: amore verso il prossimo.

Non ci ha chiesto il nostro fondatore di essere promotori e donatori di speranza, quella speranza di cui si sente parlare sempre meno?

La risposta va cercata e trovata nella constatazione che l'Avulss ha sempre saputo adattarsi ai cambiamenti e alle esigenze della società senza mai venir meno ai principi ispiratori lasciatici in eredità da Don

Giacomo. Anche nel recente cambiamento da Associazione a Federazione, abbiamo vissuto questa continuità; ci sono stati cambiamenti strutturali per esigenze fiscali e giuridiche.

Ma niente altro. L'Avulss è sempre la stessa perché la sua cultura non è cambiata.

Siamo passati attraverso momenti storici diversi che hanno comportato scelte sociali e sanitarie diverse e di volta, in volta cambiamenti notevoli che l'Avulss ha saputo leggere con prudenza e tempestività, a volte anticipando gli eventi, dando delle risposte coerenti adeguate alle esigenze di quel contesto.

L'Avulss ha saputo leggere il territorio ed ha contribuito alla stesura delle leggi che lo regolano. (Convol, Regione, Comuni, Ambiti territoriali, Centri di servizio).

La risposta va cercata e trovata nella certezza che non cambieremo mai la nostra ispirazione cristiana, la gratuità del servizio (che è il volano che da l'avvio a tutte le nostre azioni), l'organizzazione, la continuità, la formazione.

Quello che viviamo è un periodo di confusione per il mondo del volontariato, dove tutto si tinge di volontariato, dove troppi dicono di essere volontari ma volontari non sono (i dati Fivol dicono quelli che si interessano di volontariato sono sei milioni). Serpellon sostiene che essere volontari non vuoi dire dedicare un ritaglio di tempo agli altri, ma vuoi dire assumersi delle responsabilità, esprimere uno stile di vita che fa dell'attenzione Altrui il valore di riferimento.

E' giusto anche dire che questa poca chiarezza allontana dal volontariato organizzato molti volontari. L'A vulss non ha mai avuto dubbi e non si è mai lasciata sedurre dalle derive del momento prendendo posizioni precise all'interno degli organismi di rappresentanza del volontariato (Convol, Consulta degli affari socio assistenziali della Caritas,Consulta della Pastorale sanitaria) ed ha saputo dire di no ad alcune proposte che avrebbero inquinato il volontariato gratuito, quello che chiamano puro (Monsignor Nervo).

Oggi si parla di volontariato vero.

Nessuno di noi è contrario alle altre componenti del Terzo Settore, dove il volontariato, quello vero, esprime un ruolo residua le, ma ogni cosa va chiamata con il suo nome; per essere più chiari, quando si parla di volontariato vero non si può mescolare tutto.

La risposta va cercata e trovata nella capacità di essere stati in grado di passare da una cultura assistenziale ad una cultura di promozione della persona e di tutti i suoi diritti (Volontariato di advocacy). Questo cambiamento ha comportato un impegno formativo importante, non sempre vissuto al meglio, ma pur sempre alla base del nostro cammino di volontari Avulss consapevoli che con questo passaggio non era più sufficiente esprimere una comunità solidale al servizio dell'uomo in difficoltà ma era indispensabile una comunità so6dale e competente per fare bene il bene.

Chi vuole sporcarsi le mani, come diceva Don Mazzolari, lo deve fare nella consapevolezza che quando c'è in giuoco il miglioramento della qualità della vita dei fratelli meno fortunati, bisogna saper esprimere competenza, abbandonando il pressappochismo, la superficialità, la supponenza .

La risposta va cercata e trovata nella convinzione che il Cammino del volontario Avulss è un percorso lungo di crescita nei valori cristiani alla riscoperta dell'uomo che soffre, come un novello crocifisso, nella consapevolezza che nel dono di sé si istaura inconsciamente un sentimento di reciprocità, che c'è più gioia nel dare che nel ricevere, che il senso della vita è donare, che l'amore di ognuno si realizza soltanto quando ci mettiamo in relazione con un altro; un servizio alla persona vissuto come reciprocità che genera amore in doppia direzione

La risposta va cercata e trovata nella scelta etica che ha fatto la nostra associazione, oggi Federazione, quella di volere esprimere una forma di solidarietà che passa attraverso il duplice ruolo di buon samaritano e di soggetto socio-politico.

Il volontario Avulss è chiamato ad essere attento, proprio per questa scelta, a tutto quello che gli succede intorno e deve essere altresì concreto nelle risposte.

Come cittadino responsabile e come cristiano maturo deve tendere con il suo intervento, con la sua partecipazione (oggi abbiamo leggi che ci permettono di partecipare) alla programmazione delle dinamiche socio-sanitarie del suo contesto cittadino, della sua comunità, una programmazione che deve tendere alla liberazione ed alla crescita degli altri .

E' questa una assunzione di responsabilità che comporta una preparazione ed una competenza acquisibili con la nostra formazione di base e permanente. Don Giacomo nella Carta del volontario Avulss non afferma che:"il volontario Avulss è uno che radicandosi nell'evento di Cristo vuole cambiare il mondo e la storia?" E' questa una forma di solidarietà che, se vissuta alla luce del Vangelo diventa comunione, condivisione.

La risposta va cercata e trovata nello stile di servizio che Don Giacomo ha adottato per l'Avulss che è quella di "Lavorare insieme per servire meglio". Una scelta che era il frutto della sua preparazione, una scelta che ha precorso i tempi, quasi alla luce di una intuizione che va al dilà della norma.

Quello che non è possibile ad uno, è possibile a molti.

Insieme è possibile!

Quell'insieme esprime l'aiuto di Dio. Infatti Dio volle santificare ed esaltare gli uomini non individualmente e senza legami fra di loro, ma volle costruire di loro un popolo.

Noi volontari facciamo parte del popolo di Dio, di quel popolo di Dio, che come dice San Paolo è un Corpo unico, all'interno del quale bisogna sentire l'uno la responsabilità dell'altro: ogni cristiano deve saper rispondere alle necessità dell'altro, ognuno può e deve contare su di me.

Insieme riconosciamo che siamo responsabili gli uni degli altri e che questo legame viene da Dio, è un dono di Dio.

E' da questa comunione che troviamo la forza per aiutare i nostri fratelli in difficoltà fino a farcene carico come se fosse nostra.

E' da questa comunione che troviamo la forza per rispondere alla chiamata, mettendo al servizio degli altri la nostra intelligenza (scelta) la nostra competenza, e soprattutto il nostro cuore.

D volontario Avulss alla sapienza del cuore sa aggiungere la forza dell'intelletto.

La risposta va cercata e trovata nella capacità che ha avuto l' Avulss di fare sintesi fra la sua cultura spirituale, basata sui principi evangelici, messi a fondamento del suo essere, e la componente sociale della fede, una sintesi che ha permesso ai volontari Avulss di fare una lettura intera della persona per la sua promozione cercando di garantire un futuro nel futuro di chi soffre.

Vorrei stimolarvi a ripensare a quanto di buono avete fatto in questi lunghi anni, ricordando le persone che avete incontrato, i sorrisi che avete provocato, le emozioni che avete suscitato, le speranze che avete donato, i progetti che avete realizzato insieme, le delusioni che vi hanno amareggiato, le amicizie che avete contratto, proprio per farvi sentire che nulla è andato perduto del vostro tempo impegnato e liberato, e per stimolarvi a continuare a percorrere questa strada della solidarietà con lo stile di sempre e con occhi sempre nuovi e pronti a cogliere i cambiamenti della società e con essi l'approssimarsi di nuove povertà, di nuove forme di sofferenza.

Anche in relazione al cambiamento strutturale dell' Avulss, cercate di non perdere nessuna occasione di confronto ad intra e ad extra aprendovi al mondo e parlando con tutti nella consapevolezza che insieme si può dare un servizio migliore e che il nostro, seppur grande, è sempre un piccolo contributo una goccia nell'oceano, come direbbe Madre Teresa di Calcutta, e che il nostro cammino di volontario Avulss non finisce mai anche quando ci sembra di avere raggiunto la meta.

L'umiltà di cui saremo capaci nella nostra esperienza di volontari, sarà l'unica, vera nostra forza.

Allora quando festeggeranno il cinquantesimo dell' Avulss qualcuno potrà dire che il segreto di tanta longevità e di tanta vitalità andrà cercata e trovata, sempre con l'aiuto di Don Giamo che veglia sulla sua creatura, in questa duttilità della nostra associazione, in questa sua capacità di lettura del territorio, in questa sua umiltà, in questa sua volontà di aprirsi al mondo senza pregiudizi, ma nella totale libertà forte dei suoi principi, che non dovranno venire mai meno.

L'augurio più bello che posso farvi e quello che tutti insieme dobbiamo essere al servizio di tutti.

Ogni nucleo, oggi Associazione, ha tanta storia; voi tutti siete la storia dell' Avulss trentina.